Yamaha M1 in versione “Specifica A” per Franco Morbidelli, portata oggi sino al quinto tempo nei test di Sepang. Rispetto alla moto “sorella” guidata da Fabio Quartararo, la numero 21 non può goderne i medesimi aggiornamenti, anche se il forcellone in carbonio provato dall’italiano è una novità portata in pista dalla Casa di Iwata.

Il "Morbido" è soddisfatto del lavoro svolto al SIC: “Rispetto a ieri, ho migliorato la confidenza nella fase di staccata - spiega il pilota Petronas - e, in generale, il passo gara non è stato male. Sono contento: l’assetto va sempre cercato e noi abbiamo una buona base di dati. Anche il motore ci ha fornito buoni responsi, oggi siamo andati avanti senza intoppi”.

Il motore è abbastanza performante per lottare con Honda e Ducati?

“No (ride) certo che no. Però, questa versione del quattro cilindri Yamaha è un passo avanti rispetto a quello usato nel 2019. Sulla mia moto possiamo lavorare nella sezione elettronica ed in altri dettagli inerenti allo sviluppo. Honda e Ducati non hanno compiuto grossi incrementi nella velocità di punta in rettilineo, noi sì. Ma non è abbastanza per stare con loro”.

Domani che programmi avrete?

“Innanzitutto, ci sveglieremo e vedremo che meteo ci darà il buongiorno. Forse ci sarà il sole, a Sepang di solito piove nel pomeriggio. Se asciutto sarà, proveremo un time attack, nella ricerca del tempo sul giro secco. Poi, continueremo a svolgere il nostro programma di lavoro”.

E la Suzuki?

“Non ho incrociato le linee di Rins e Mir, ma posso dire che le Suzuki GSX-RR siano davvero veloci, tempi sul giro a parte. Le moto di Alex e Joan saranno consistenti, questo l’ho capito oggi”.

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