Quartararo è indiavolato, ma questa non è una novità: lo dice il suo stesso nickname “El Diablo”. Fabio segna il miglior crono nei test di Sepang, e nemmeno questa è una novità: anche nelle giornate precedenti il pilota Yamaha Petronas aveva messo tutti in riga, grazie alla sua capacità di tirare fuori il meglio da un giro secco,

La novità è rappresentata dalla sua M1, l’ultima nata della Casa di Iwata. Il francese può disporre di ogni evoluzione sperimentata dal reparto corse e poi portata in pista. Al SIC il numero 20 non ha girato con l’aerodinamica sfoggiata dalle “cugine” numero 46 e 12, ma è stato comunque il più lesto dei cavalieri a tre diapason. Anzi, "Quarta" è stato proprio il più veloce di tutti, grazie al tempo di 1'58”349, siglato prima che la pioggia suggerisse di rimanere nei garage.

Tra una lamentela e l’altra, Crutchlow conclude secondo, a 82 millesimi dalla vetta. Cal, ti piace o non la Honda RC 213V 2020? L'altro ieri dicevi che avresti voluto qualcosa della 2018, oggi vai forte come un razzo. “Sò ragazzi”...

Rins fa meglio di Mir. Se nel secondo giorno Alex era meno veloce di Joan, nel terzo i ruoli si sono invertiti, perlomeno analizzando i cronologici registrati. La Suzuki numero 42 è quindi quarta e dotata di tutto ciò che serve per competere: una aerodinamica inedita, un motore più potente ed una gestione elettronica ora raffinata, che scarica a terra bene ogni cavallo. Senza dimenticare la livrea 2020, apprezzata da tutto il paddock malese.

Prima Ducati quinta, con Pecco Bagnaia, ieri soddisfatto a metà. Il pilota del team Pramac conta soli 153 millesimi dal Rookie Of The Year 2019. Dopo un piemontese, un marchigiano, per un’Italia da Top Five: Valentino Rossi con la Yamaha super alata, Colori azzurri anche in sesta posizione e Danilo Petrucci su Desmosedici GP20, che si deve “abituare” alle gomme Michelin portate a Sepang, molto diverse da quelle usate lo scorso anno.

Pol Espargarò è settimo, su una KTM che continua a provare parti sfornate a Mattighofen. La RC16 cresce, specialmente nelle mani del catalano, che guida come un matto a centro curva: dite che Quartararo e Marc Marquez siano i corridori che piegano di più? Ammirate Pol e vi ricrederete.

Dopo essere rimasto secondo per diverse ore, Jack Miller “scivola” a 267 millesimidalla Yamaha. Scivola, abbiamo detto. Certo, perché l’australiano Ducati è pure caduto, per fortuna senza rimediare danni fisici.

Aleix Espargarò è piuttosto contento. La sua RS-GP non c’entra niente con la versione vecchia ed il numero 41 se ne è accorto subito. L’Aprilia è una Formula 1 a due ruote, ruggisce come un leone e viaggia come un treno. Sembra che - finalmente - le linee imposte dal pilota vengano fedelmente riprodotte dal prototipo di Noale, oggi nono.

Decimo Mir, con la seconda GSX-RR. Il maiorchino ha lavorato su elettronica, motore, telaio, aerodinamica, sospensioni... manca qualcosa? Il time attack è stato inficiato dal meteo bizzarro, anche se Joan è risultato comunque super rapido: 387 i millesimi da El Diablo ed una cadutina rimediata a metà turno.

Dopo Oliveira e la sua KTM, ecco Marquez, Marc. Caduto anche oggi. Non benissimo per lui, non tanto per il ritardo da Quarta, quanto per l’espressione manifestata a fine prove: il numero 93 soffre, la spalla gli duole ed il feeling in sella ne risente. Se avete guardato qualche immagine, sembra che il pilota Honda abbia proprio modificato il proprio stile per far voltare la sua RC 213V ufficiale.

Morbidelli e Dovizioso sono a centro classifica, per una M1 satellite non propriamente factory ed una Desmosedici che più factory non si potrebbe. Il loro distacco gravita attorno al mezzo secondo dal primo tempo di oggi. Zarco sta capendo che anche la Ducati clienti sia una brutta bestia e non solo la KTM lasciata nel 2019, Alex Marquez prende confidenza con la MotoGP. Diciottesimo Vinales, come mai? Nonostante Maverick accusi solo otto decimi dal compagno di marca Quartararo, il catalano voleva provare ad attaccare, ma la pioggia gli ha tarpato le ali.