Anche se Marquez vuole sempre provare a sorridere, in questi giorni proprio non ce la fa. La spalla operata gli duole e lui fatica in sella e non lo nasconde. Il dodicesimo tempo non rispecchia il potenziale suo né della moto; entrambi puntano alla vetta, ma ancora non possono.

Però, lui è un duro e non si lamenta più di tanto, anzi, Marc vuole rimarcare i miglioramenti vissuti da venerdì ad oggi. Soffermandosi sul lavoro con il team Repsol HRC: “Il bilancio generale è buono - ha detto a motori spenti - se penso come abbiamo cominciato il primo giorno, dico che oggi abbiamo fatto un salto in avanti piuttosto importante. Più che altro, lo ho fatto io dal punto di vista fisico. D’accordo, non sono ancora al 100%, ma miglioro”.

Che lavoro avete svolto oggi?

“La nostra giornata è iniziata con una velocità maggiore rispetto a ieri e l’altro ieri, infatti, ho potuto spingere un po’ di più. Però, devo ammetterlo, la mia energia in sella calava e non di poco. Ci ho provato ancora, però ero troppo stanco. Cosa ci resta? Il metodo nel garage. Abbiamo lavorato bene, ma non basta, dobbiamo fare di più. Sembra proprio che la Yamaha abbia fatto un salto in alto importante”.

Quando sarai completamente guarito?

“Non si sa quando avrò recuperato la mia forma ottimale. Non so quando la spalla guarirà del tutto, perché c’è un nervo un po’ acciaccato. Sarà interessante capire come reagirà il mio corpo dopo tre giorni di lavoro così intensi, vedremo”.

Sembra che tutto il lavoro Honda gravi sulle tue spalle. É un soddisfazione o ti pesa?

”Non mi pesa affatto. È vero, le Yamaha vanno forte con tre o quattro piloti, la Suzuki è veloce... ma anche la Honda va forte, Crutchlow è andato bene e mio fratello migliora ogni giorno. Il nostro sviluppo va avanti bene, dobbiamo fare anche di più, perché in MotoGP nessuno si ferma a guardare”.

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