Seppur assente (fisicamente) dai test MotoGP di Sepang, Fausto Gresini era presente (emotivamente) nel garage Aprilia, in un contatto diretto Malesia - Italia coi tecnici di Noale e coi piloti impegnati tra box e pista.

Il team manager italiano è rimasto particolarmente sorpreso dai verdetti cronometrici, con tante moto diverse racchiuse in un fazzoletto, in cui si è difeso egregiamente Aleix Espargarò, addirittura uno dei più veloci nel computo delle prove: “Quelli visti nei giorni scorsi, sono stati test incredibili ed interessanti - Fausto fornisce il proprio punto di vista - e credo che ci siano diversi spunti di riflessione da considerare. Partendo da ciò che più mi coinvolge, dico che l’Aprilia sia andata veramente bene a Sepang, così tanto da superare le tante aspettative nutrite. Sono contento, mi piacerebbe vederci su almeno un podio di quest’anno. Siamo al sesto anno in MotoGP, risultati del genere riempirebbero di gioia me e rappresenterebbero un regalo per Aprilia, per il presidente e tutti gli uomini coinvolti in questo grande ed ambizioso progetto”.

La RS-GP sembra una Formula 1 a due ruote. Quali sono le differenze rispetto al precedente modello?

“Il punto principale che distingue questo modello è il motore. Gli ingegneri hanno concepito e realizzato un quattro cilindri a V di 90 gradi, con un ordine degli scoppi rivisto ed il volantino esterno. Il propulsore è ora più stretto, stesso discorso per il telaio. Si è lavorato tanto sull’aerodinamica generale, il forcellone è nuovo, l’impianto di scarico ha un disegno sdoppiato ed originale... insomma, direi proprio che sia cambiato tutto e, sembra e ci spero, decisamente in meglio. Le modifiche apportate dimostrano l’impegno dei tecnici Aprilia ed in pista sono arrivati i primi responsi positivi. La RS-GP è ben bilanciata, facile da usare, sfruttabile”.

Cosa dovete fare per sviluppare il progetto al meglio?

“La corsa al tempo prevede un affinamento dei tanti particolari presenti nella moto. Dobbiamo e vogliamo rendere tutto il pacchetto performante - ovviamente - ma anche affidabile. È previsto un piano di sviluppo studiato dalla Casa di Noale, lo seguiremo con calma e metodo”.

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Sul passo gara sembravate più costanti.

“Sì, abbiamo registrato ottimi tempi sul giro. Si è parlato tante di gomme Michelin nuove, per alcuni piloti sono un passo avanti e per altri no, io dico che il nostro progetto è talmente meglio rispetto allo scorso anno, che non riesco ancora a rispondere se il passo gara espresso a Sepang fosse per merito delle coperture. Può darsi, ma io penso che sia stata, nel nostro caso, la moto a far la differenza. Lo dimostrano pure le velocità di punta”.

Erano tutti molto compatti.

“La Yamaha ha fatto un grande lavoro, mi è sembrata in difficoltà la Honda, sebbene non fosse così lontana. Suzuki vicina alla vetta, le KTM sono diventate molto competitive. Mi è sembrata un po’ in ombra Ducati, sarà per le Michelin nuove o altri motivi. Ma le Rosse restano forti e verranno fuori presto. Comunque, trattandosi solo di parole inerenti a sessioni di test, aspetterei per sancire sentenze”.

Due decimi a Sepang sono simili ad uno starnuto, cioè, un niente. Pazzesco. Si preannuncia un campionato livellato e dalla griglia compatta.

Il contributo di Savadori?

“Grazie ad Aprilia Lorenzo era in Malesia a girare. Nei test, Savadori ha potuto misurarsi con tante novità, dalla moto alle gomme, da freni in carbonio a tanti particolari non presenti su una Superbike. Per lui si è trattata di una bella esperienza, ritengo positivo il suo lavoro, sebbene abbia girato con la versione RS-GP 2019. La nuova l’ha utilizzata poco, giusto qualche passaggio. In pochi giri, ha notato subito le differenze tra i due modelli. Secondo me Lorenzo può svolgere bene il ruolo di collaudatore, perché detiene caratteristiche ideali per farlo”.

Non c’è già Smith in quel ruolo?

“Sì, Bradley è bravo e sensibile, però io ritengo che avere due tester anziché uno, sia meglio, Occorrono chilometri da macinare in pista e poi, serve una eventuale carta in più. Qualora, si spera di no, un pilota dovesse farsi male o altro, sarebbe pronta una riserva, tra virgolette. Lorenzo Savadori sarebbe una riserva di lusso”.

Che piani avete per lui?

“Vorremmo trovare un accordo con Aprilia, proprio per il ruolo di cui sopra. A noi lui piace, alla Casa di Noale anche. Non resta che contrattualizzare”.

Se Iannone dovesse rimanere fermo ancora? Sava sarebbe il sostituto?

“Innanzitutto, spero che Andrea sbrogli questa brutta e complicata matassa. Mi sembra giusto che Iannone possa partecipare al primo Gran Premio, in Qatar. Nel caso non potesse lui esserci, conosciamo già qualità e limiti di Smith. Invece, di Lorenzo, tutto è nuovo e da scoprire. Sarebbe bello farlo gareggiare, a me piacerebbe. La decisione finale spetta però ad Aprilia”.

Sarebbero da considerare eventuali wild card mondiali in SBK?

“Non se ne è ancora parlato, l’unica cosa che so riguarda Nuova M2 Racing e Chris Ponsson impegnati a concretizzare questa idea. Per Lorenzo, vedremo. Anche in quel caso, sarà Aprilia a definire un piano preciso”.

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