Alla presentazione del team 2020 in MotoGP, KTM ha lasciato ampio spazio alla voce dei suoi piloti, che hanno raccontato la loro stagione passata in una sorta di docu-film, condito da immagini che li ritraggono anche durante gli allenamenti.

Gli inizi


Brad Binder è partito da lontano nel suo racconto, ricordando che quando era bambino era attratto dal fuoristrada.

“Volevo fare enduro o moto cross, mio padre mi comprò una moto da cross e mio fratello ebbe invece un go-kart. Quando andavamo in pista io volevo sempre girare in kart e mio padre me ne comprò uno. Ma alla fine non mi divertivo più sulle quattro ruote e così continuai sulle moto. Nella mia prima gara arrivai secondo e mio padre suggerì di trasferirci in Europa (Binder è sudafricano, ndr). Così partecipai alla Red Bull Rookies Cup.

“Era molto dura all’inizio ma penso che mi abbia fatto veramente bene. Dopo tre anni nella Red Bull Rookies Cup ho avuto la possibilità di correre nel mondiale e ho ricominciato da zero. Nel 2012 ho fatto tanti errori, ma ho anche fatto dei risultati nella top ten. A Valencia conclusi quarto dopo aver lottato per il podio per tutta la gara. Quel pomeriggio firmai il mio contratto per il 2013. E così la mia carriera proseguì: io invece temevo che quella gara a Valencia sarebbe stata l’ultima”.

Binder racconta che la svolta è avvenuta proprio nel Red Bull Team.

Da quando sono nel KTM Red Bull Team ho iniziato a imparare davvero, a conoscere la moto, la squadra, e come correre per essere veloce. Da allora le cose sono cambiate”.

Un pilota migliore


Le difficoltà all’inizio del 2019 mi hanno fatto diventare un pilota migliore e questo mi ha dato un vantaggio. Sulla preparazione, la nutrizione, il riposo, devi essere sempre un passo avanti. E poi devi utilizzare tutto questo per essere il più veloce possibile”.

Le aspettative


“Ci sono tante persone dietro di te, l’intera azienda. L’unico motivo per cui si entra nel motorsport è per vincere e un’azienda come KTM – che è sempre al top in tutto ciò in cui si cimenta – credo che non si aspetti niente di meno dal proprio team in MotoGP.

“Se vedi i progressi che hanno fatto è tutto molto bello, ma penso che si aspettino ancora di più quest’anno”, aggiunge Binder. “Capisco come fanno le cose: KTM è qui per vincere al 100%. Questo significa pressione per me, ma voglio dargli i risultati che meritano”.

A testa alta


Il più velocemente imparo, più velocemente arriveranno i risultati: devo mantenermi concentrato e mantenere la testa alta anche quando le cose sono difficili. So che un giorno potrò combattere per vincere”, ha concluso Brad Binder.

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