Marc Marquez è stato indubbiamente il pilota degli anni Dieci, nei quali ha conquistato otto Mondiali, reinventando anche il modo di guidare una MotoGP. Ma quali sono stati i campioni che avevano caratterizzato i decenni precedenti? Per rispondere a questo interrogativo abbiamo considerato due variabili: il numero di Mondiali conquistati e quello dei GP vinti. 

Dal 2010 al 2019 Marquez ha vinto in 125 in sella alla Derbi per poi concedere il bis due anni dopo, nel 2012, in Moto2 con la Suter e infilare in seguito sei perle con la Honda in MotoGP. Lo spagnolo è rimasto a secco soltanto nel 2011 – fu secondo in Moto2, complice il problema all’occhio figlio dell’incidente in Malesia – e nel 2015 in MotoGP, con il terzo posto dietro al duo Yamaha.

Alle sue spalle il pilota più titolato del decennio è stato Jorge Lorenzo con tre corone: 2010, 2012 e 2015, sempre in MotoGP. Due Mondiali, negli anni ‘10, li hanno vinti Johann Zarco (2015 e 2016 in Moto2) e Alex Marquez (2014 in Moto3 e 2019 in Moto2). Altri 15 piloti, fra cui i nostri Franco Morbidelli, Pecco Bagnaia e Lorenzo Dalla Porta, hanno conquistato un Mondiale nel decennio appena archiviato. I 30 titoli distribuiti tra 19 piloti differenti testimoniano la difficoltà di chi deve ripetersi in epoca moderna. Ma anche il rafforzarsi di un trend: non esistono più gli specialisti delle classi più piccole, e chi le vince sale di categoria anziché cercare il bis. Il sogno di tutti è la MotoGP, complici i lauti guadagni.

Il trend aveva caratterizzato anche il primo decennio del Duemila quando i 30 titoli andarono a 20 piloti differenti. E dire che non mancò il mattatore, nemmeno in quel caso: fu Valentino Rossi con sette titoli, tutti nella classe regina. Come Marquez, anche il Dottore finì sul podio finale quando non vinse: fu secondo nel 2000 e 2006, terzo nel 2007. Valentino resta però l’unico sette volte campione della 500-MotoGP in un solo decennio, impresa sfuggita in passato a Giacomo Agostini.

Mick Doohan era stato l’uomo copertina degli anni ‘90 con 5 Mondiali vinti nella 500, dal 1994 al 1998. Nello stesso periodo Max Biaggi si laureò quattro volte campione della 250. Ancora più combattuta era stata la lotta per la supremazia negli anni ‘80: in volata la spuntò il tedesco Toni Mang con cinque titoli (tre in 250 e due in 350), uno solo in più del quartetto composto da Eddie Lawson (tutti in 500), Angel Nieto (125), Stefan Dorflinger (50 e 80) e Jorge Martinez (80 e 125).

Negli anni Settanta, Agostini arricchì il suo palmares con nove titoli (quattro in 500 e cinque in 350), ma l’ultimo, con la Yamaha, arrivò nel 1975. Nieto gli arrivò in scia, con otto corone mentre con uno scatto finale Kork Ballington (doppietta nel 1978 e 1979) eguagliò a quota quattro Walter Villa (tre in 250, una in 350, tutte guidando la Harley-Davidson). Nove furono anche i Mondiali conquistati da Mike Hailwood negli anni Sessanta, ripartiti tra 250, 350 e 500. Sei se li presero Agostini e Jim Redman, senza mai sovrapporsi.

Infine negli anni Cinquanta, a cui per semplicità associamo anche il 1949, annata d’esordio del Mondiale, il numero uno fu Carlo Ubbiali con sette Mondiali vinti: il primo con la Mondial e i successivi sei con la MV Agusta. Il terreno di caccia della volpe bergamasca erano 125 e 250, mentre a cavallo delle più pesanti 350 e 500 Geoff Duke conquistò sei corone iridate (metà delle quali con la Gilera). Agli anni d’oro delle Case italiane contribuirono anche i cinque titoli di John Surtees con la MV Agusta.

Integrando il tutto, i migliori sono stati quindi Agostini nei Settanta e Hailwood nei Sessanta con nove Mondiali ciascuno (ma ai tempi si poteva correre in più categorie contemporanemente...), seguiti da Marquez negli anni Dieci e Nieto nei Settanta con otto, quindi Ubbiali nei Cinquanta e Rossi nei Duemila con sette.

L’ordine delle posizioni di vertice però cambia se anziché i Mondiali conquistati conteggiamo i GP vinti per ogni decennio. Nell’ultimo Marquez si è imposto 82 volte, migliorando il record di Rossi che nel decennio precedente aveva conquistato 77 vittorie. A sua volta il pesarese aveva strappato lo scettro a Hailwood: negli anni ‘60, Mike the Bike salì sul gradino più alto del podio 75 volte in quattro classi differenti.

Avendo corso nel Mondiale a cavallo di due decenni, Agostini lamenta la divisione del suo bottino in parti quasi uguali: 51 GP vinti negli anni Sessanta e 71 nei Settanta. Il ragionamento contrario vale per Doohan che concentrò tutte le sue 54 vittorie negli anni ‘90, come Jim Redman nei Sessanta (45 GP) e Geoff Duke nei Cinquanta (33). Proprio negli anni Cinquanta il primato delle gare vinte fu deciso all’ultimo respiro: con le citate 33 vittorie Duke precedette di due lunghezze Ubbiali e Surtees. Viceversa i Sessanta e gli Ottanta sono stati i soli decenni con quattro piloti capaci di vincere almeno 30 gare a testa. Nel decennio più colorato che si ricordi Mang conquistò 40 GP, Martinez 32, Nieto 31 e Lawson 30, mentre Freddie Spencer si fermò a 27.

Impressionanti i distacchi nel Terzo Millennio tra l’imperatore e tutti gli altri: negli anni Duemila Rossi ha vinto 46 GP (guarda che coincidenza) più di Dani Pedrosa e 50 più di Casey Stoner. Negli anni Dieci Marquez è stato la punta di diamante dell’armata spagnola con 82 vittorie, 42 per Jorge e 23 per Dani e Maverick Viñales. Per l’Italia il migliore è stato Andrea Dovizioso con 13 GP vinti, pochi. Abbiamo gli anni Venti per fare meglio.

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