Questa mattina a Madrid, i due fratelli Marquez hanno partecipato ad una conferenza Honda in occasione della quale sono stati intervistati. Per quanto riguarda l'otto volte iridato Marc Marquez, tanti gli argomenti trattati, dal rinnovo per quattro anni con la Casa Alata, alle sue condizioni di salute, passando  per i test invernali fino ad arrivare ai rivali con i quali si scontrerà in pista in questo 2020.

Ma nonostante la forma fisica non proprio al top, una moto che ancora non lo convince del tutto e i piloti Yamaha che sembrano agguerritissimi, per il talento di Cervera l'obiettivo resta solo e soltanto uno, il titolo iridato, anzi, il nono titolo iridato.

Il recupero alla spalla


Partiamo dalla spalla, quella che preoccupa lo spagnolo e che arrivati a questo punto, dopo un'operazione fatta a fine novembre, avrebbe dovuto essere già guarita, invece qualcosa è andato storto: ”Mi sta dando più problemi del dovuto - spiega - hanno toccato un nervo. L'inverno è stato ancora più difficile di quello passato (Marc si riferisce all'operazione fatta a fine 2018 all'altra spalla), ma una volta che ho saputo che c'era un nervo danneggiato, ho cambiato il piano di recupero e la situazione è migliorata. Il mio corpo mi ha chiesto di fermarmi, e per un po' ho dovuto ascoltarlo, anche se non sono dovuto stare troppo fermo”.

Per Marc, al momento, è difficile capire il suo stato di forma fisica: ”Non è facile dire una percentuale, - aggiunge - se guardiamo all'intero braccio posso dire un 60 o 70%, ma se parliamo solo del muscolo, il deltoide, è ad un 40%. Per questo cerco di rafforzare gli altri muscoli ancora di più".

Problemi con la RC213V


E come se la spalla non fosse già abbastanza, per il fratello maggiore dei Marquez, anche la RC213V, soprattutto durante i test a Sepang, ha avuto qualche problema in più del previsto, ma in Qatar tutto sembra essere tornato nella norma: ”Sono un perfezionista - prosegue - e mi piace la perseveranza. È stata una preseason difficile, a Sepang c'erano dei punti che ci sfuggivano, ma in Qatar quelle debolezze sono state studiate curva dopo curva. Per questo esiste la pre season. Durante i test in Qatar sono caduto, il secondo giorno abbiamo lasciato il circuito all'una del mattino, ma abbiamo capito quale era il nostro problema così la mia faccia si è rilassata. Lo so, la Honda ha sempre avuto lo stesso carattere, è impegnativa, e tu devi essere al cento per cento. Se le dai ciò che ti chiede, risponde, in caso contrario, non lo fa".

Quattro anni di felicità


In ogni caso, nonostante la sua “amata” non stia esprimendo in pista il massimo delle potenzialità, Marquez non ha avuto dubbi nel rinnovare il suo contratto con Honda e non solo, ha messo pure il carico pesante rilanciando di altri due anni, per un totale di quattro anni di rinnovo: "La mia motivazione è sempre stata quella di cercare un progetto vincente, - dice - come quello che Honda è stato fino ad ora. Da entrambe le parti stavamo cercando un progetto a lungo termine, l'idea è venuta dalla Honda. Ho sempre detto che la Honda era la mia priorità. Mi trasmette quella felicità necessaria per correre, senza dimenticare gli obiettivi principali. Non c'erano opzioni migliori, la stessa tranquillità, le garanzie tecniche, l'obiettivo è vincere e non avere distrazioni.”

Marquez aggiunge: ”In nessun momento, nel contratto che ho firmato, conta quello che sarà il mio compagno di squadra. Non ho mai posto il veto a nessuno. Se Alex vuole continuare, dovrà dimostrare cosa sa fare, come ha fatto finora. Se non lo otterrà per merito personale, ce ne sarà un altro. Io resto concentrato su di me, sui miei obiettivi, ovvero lottare per i titoli ogni anno”.

I rivali


Alla fine dell'intervista, è stato il momento di parlare dei rivali di questa stagione 2020 che, dopo i test invernali, sembrano essere i piloti Yamaha: ”La moto più completa, in questa preseason, è stata la Yamaha, - conclude - ma ciò non significa che lo sia per l'intero campionato. Non hanno perso in agilità e hanno guadagnato un po' in velocità. Anche la Ducati ha guadagnato più velocità, ma non conosco esattamente i punti di forza di ogni moto. Ad esempio in Suzuki, ciò che ha vinto di più è la rivalità tra compagni di squadra, questo li aiuterà. Anche noi però non siamo così male, abbiamo avuto un momento nel quale siamo stati un po' confusi ma per fortuna non siamo arrivati ad essere confusi come nel 2015. C'è molto ottimismo nella squadra e questo mi è piaciuto. La prima gara sarà difficile per le mie condizioni fisiche, ma per il Mondiale siamo pronti. Continueremo con l'evoluzione della moto, la base è quella del 2020. La versione del 2019 è stata utilizzata per ripristinare il tutto e riniziare da lì. A poco a poco abbiamo visto l'errore e lo abbiamo risolto. Il motore 2020 ha dimostrato di essere forte in alcuni punti, ma resta da migliorare”.

Marc Marquez tra le leggende