Da nord a sud, dopo che ieri sera il Presidente del Consiglio Conte si è pronunciato in merito, entrerà in vigore il nuovo decreto che non solo riguarderà gli spostamenti, ma che sospenderà ogni tipo di competizione sportiva di ogni livello fino al 3 aprile, come suggerito dal Presidente del Coni Giovanni Malagò.

La decisione del CONI


E' stata una dura giornata, quella di ieri, per l'Italia con tante decisioni importanti che sono arrivate in seguito al contagio da coronavirus che si sta espandendo sempre più velocemente in tutta la penisola.
E proprio ieri, in una riunione del CONI che si è svolta al Foro Italico, il Presidente Giovanni Malagò di comune accordo con tutti i rappresentanti delle Federazioni degli Sport di Squadra, unitamente al Segretario Generale Carlo Mornati, hanno deciso di sospendere tutte le competizioni degli sport di squadra ad ogni livello fino al 3 aprile “confermando che – come si legge dal comunicato stampa – in ogni azione e circostanza la tutela della salute è la priorità assoluta di tutti.”

Ancora incognita MotoGP e Superbike


Questa proposta del CONI è stata accolta dal Presidente del Consiglio Conte che nella serata di ieri, oltre a dichiarare l'intera Italia “zona rossa” dove gli spostamenti per le persone sono vietati se non per comprovati motivi di salute, di necessità e di lavoro, ha detto che in merito alle attività sportive, anche il campionato di calcio di Serie A è stato bloccato. Insieme al calcio, restano bloccati fino al 3 aprile anche tutti gli altri sport, quindi anche i campionati motociclistici italiani.

Adesso, non resta che attendere quanto deciderà la FIM insieme alla Dorna per ciò che riguarda il campionato del mondo MotoGP e Superbike che ad oggi continuano ad essere in ballo per cercare soluzioni su dove e in che modalità correre. Ma se alcune proposte sembrano arrivare, come nel caso della Malesia, non è detto che per i piloti italiani sarà possibile raggiungere alcune zone del mondo, dato che, ad oggi, ogni nazione come accaduto già in Qatar per la prima gara dell'anno può decidere se far entrare o meno i piloti di nazionalità italiana nel proprio territorio.

A questo punto, quindi, nonostante la volontà di Carmelo Ezpeleta e dell'intera Dorna di non voler saltare le gare, ci sarà da mettersi a tavolino e discutere su ciò che è possibile e su ciò che non lo è vista la situazione del momento.