L’epidemia di coronavirus è diventata ormai una questione mondiale e sul sito ufficiale del team Suzuki MotoGP Joan Mir ha raccontato: “Sono estremamente sorpreso dall'evoluzione del virus nel mondo e da tutti i danni che sta causando a migliaia di famiglie. Tutto ciò che possiamo fare è rimanere forti ed essere uniti, cerco di vivere ogni giorno con la massima pazienza possibile. Provo a cogliere questa pausa come un'opportunità per migliorare la mia capacità fisica e mentale e impiegare del tempo per lavorarci su”.

La vita del portacolori della casa di Hamamatsu, che vive ad Andorra, non è cambiata molto: “È evidente che noi piloti non possiamo allenarci come prima perché abbiamo limiti e restrizioni. Non possiamo allenarci in moto, ma provo ad allenarmi a casa in una mini palestra”.

Effettivamente non si sa quando la stagione di MotoGP inizierà, ma lo spagnolo ha spiegato: “Dobbiamo essere molto chiari sul fatto che la salute è più importante di ogni altra cosa. Di questo me ne sono reso conto anche dopo l’incidente che ho avuto lo scorso anno a Brno. Quel fatto mi ha mostrato quanto valore abbia la salute, perché senza salute non abbiamo nulla. È più importante della fama, del denaro o di qualsiasi altra cosa”.



Non si ha ancora un quadro definito del calendario 2020 e il portacolori Suzuki ha detto: “Cerco di non pensarci troppo. Nulla è ancora deciso, le cose sembrano cambiare da un giorno all'altro e l'evoluzione del virus sembra peggiorare. So che Dorna sta facendo un ottimo lavoro, mi fido della loro gestione della situazione, e spero che questo finisca il prima possibile”.

Quello che ad oggi pare essere sicuro, è che il finale della stagione sarà piuttosto intenso, con otto gare in dieci fine settimana: “Sarà difficile, dovremo sfruttare al meglio ogni gara, con poco tempo per riposarci in mezzo, e sarà particolarmente difficile da un punto di vista mentale. Fisicamente possiamo gestire tutto, ma mentalmente ci metterà tutti alla prova. Ma come ho già detto, lo sport è secondario e la prima cosa su cui concentrarsi ora è la nostra salute”.

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