Coronavirus, tra i piloti c'è chi sta vivendo la quarantena provando ad allenarsi e a prendere il tutto con filosofia, e chi un po' meno. E' il caso di Jack Miller che, attraverso le pagine del suo sito internet si è sfogato raccontando il suo periodo di isolamento definendolo come “un purgatorio” nel quale è bloccato.

“Cerco di evitare di prendere chili”

Al momento il Campionato MotoGP continua a far slittare le sue date, proprio oggi è arrivata la notizia del posticipo (a data da definirsi) della gara di Jerez che avrebbe dovuto corrersi il 3 maggio.

Ecco che quindi, in queste condizioni di totale indecisione su quando sarà l'inizio del Campionato, Miller si sente spiazzato: ”E' troppo difficile fermarsi e poi ricominciare! - ha detto - Mette alla prova i tuoi livelli di motivazione. Tutta la mia vita è dettata dalle date, una gara questa settimana, un viaggio quella successiva, test qualche altra settimana.

Adesso non sai più niente e non c'è modo di saperlo. Il mio programma di allenamento non è cambiato, sto ancora pedalando e sto ancora correndo, e ho deciso di alzarmi presto la mattina e iniziare. Sarebbe facile perdere la motivazione, mettere su qualche chilo dove non vuoi, è sicuramente qualcosa che sto cercando di evitare. Insomma, faccio quello che posso per continuare a correre perché è quello che sei disperato a fare quando non ti è permesso di fare il tuo vero lavoro”.

A casa da mamma e papà


Miller, dopo i test in Qatar era tornato in Andorra in attesa che il Campionato partisse, ma dopo le brutte notizie ha deciso di tornare nella sua Australia: ”Abbiamo fatto i test in Qatar a febbraio - ha proseguito - e poi sono tornato in Andorra e mi sono preparato prima della prima gara. Le solite cose, come stare attento alla dieta. L'ultimo giorno prima di tornare in Qatar, poi, ho pulito la casa, ho fatto tutto il bucato e niente, è arrivato il messaggio che non avremmo potuto correre. Era solo l'inizio. Così ho deciso che era tempo di tornare a casa da mamma e papà. Queste ultime settimane sono in realtà il tempo più lungo che ho trascorso in Australia negli ultimi 10 anni e l'unico vantaggio di tutto questo è che è davvero bello essere a casa. Vorresti che fosse per ragioni migliori e fa schifo non andare in moto. Sto cercando di stare abbastanza tranquillo e sto armeggiato su alcune moto che ho nel capanno per tenermi occupato”.

Un pensiero al team


Infine, il suo pensiero in questi giorni è andato al suo team, il Ducati Pramac che ovviamente vede al suo interno molti italiani:”Ho parlato con Paolo Campinoti - ha concluso - per assicurarmi che stiano tutti bene. L'Italia è uno dei paesi più colpiti da tutto questo, quindi è difficile non pensare al team”.

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