Confinato in un hotel a Dubai, Jorge Lorenzo sta vivendo la sua quarantena lontano da casa ma pur sempre in un luogo dove può allenarsi ed entrare in contatto, soltanto telefonicamente o tramite social, con il mondo esterno e con i suoi fans. E così, tra una challenge e l'altra lanciata sui social, è stato anche intervistato da Catalunya Radio, dove ha raccontato i suoi giorni in isolamento, ma anche qualcosa a proposito del suo ritiro e di un suo possibile ritorno in pista.

A proposito della quarantena


"In questo momento, - spiega Jorge - la cosa più intelligente non è tornare a casa.” Lorenzo, infatti, partito per una vacanza a Dubai poco prima che scoppiasse la pandemia in tutto il mondo e venissero bloccati i voli, è dovuto rimanere negli Emirati Arabi, all'interno dell'albergo che lo stava ospitando per la sua vacanza: "Tutti i piloti, - prosegue - tra i quali mi includo in quanto non ho smesso di guidare una MotoGP, devono continuare a rimanere in forma per quando sarà il momento di risalire in sella. Tutti, abbiamo lo stesso problema da affrontare, non possiamo andare in palestra, quindi dobbiamo sfruttare tutte le risorse che abbiamo a casa o, nel mio caso, in un hotel e fare del nostro meglio. In stanza, mi hanno portato una cyclette, in più sto usando oggetti come manubri. Mi diverto anche su Instagram, dove ho sfidato le persone a mettersi in forma e loro mi inviano le foto.

.Blocco dello sport, scelta giusta


Jorge, che sarebbe tornato in pista a Montmelò come wild card in sella alla Yamaha, è molto dispiaciuto per quanto sta accadendo ma pensa che bloccare il Motomondiale, sia stata la cosa più giusta da fare:”Quando ci sono così tante vittime e così tante morti, - spiega - lo sport va in secondo piano. Hanno fatto bene a rinviare tutti gli eventi sportivi. Certo, è un peccato, perché mi sarebbe piaciuto partecipare alla gara di Montmeló, ma penso che ancora ci sia una speranza se tutto andasse meglio del previsto".

“Se volessi tornare, avrei ancora offerte”


Per Lorenzo, infine, l'intervista a Catalunya Radio è stata anche l'occasione per parlare del suo “addio” al mondo delle competizioni, dove al momento, un ritorno non è proprio contemplato da parte del maiorchino, anche se...
“Ho sempre detto che la decisione era definitiva – conclude – anche se non si può mai dire. Avevo 32 anni, ero un professionista da 15 anni e per fortuna ho avuto molto successo vincendo molte. Altri piloti non sono stati così fortunati. Ho vinto molte gare, molte titoli, molti podi, e mi sono fatto molto male anche io. Ho avuto molti infortuni. Economicamente, fino ad ora sono stato fortunato a sapere come gestire bene le mie risorse. Quindi, in questo momento ho voglia di dedicarmi ad altre cose e godermi la vita. In più, sono fortunato a poter guidare una MotoGP per 14-16 giorni all'anno. Ho il lavoro perfetto in questo momento, credo. Nel caso in cui volessi competere di nuovo, poi, non credo che sarei a corto di offerte..

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