Continuano le dirette Instagram di Max Biaggi, sempre più a suo agio nei panni di anchorman. Le sue interviste durano mezz’ora, e spaziano dagli aspetti tecnici a quelli più ludici, con l’obiettivo di far passare più velocemente il tempo in questa lunga quarantena da Coronavirus.

Questa volta l’ospite virtuale di Max Biaggi è stato Andrea Iannone, che già aveva intervistato anche due settimane fa.

Sei diventato bravissimo, ti vedo sempre in diretta con tutti i più grandi campioni. La diretta con Max Biaggi ormai è diventata un appuntamento fisso, bella”, esordisce Iannone, in diretta dalla sua officina.

“Sono qui tutto il giorno. Nel frattempo ho montato 4 kart, anzi, ne ho smontato anche uno che avevo finito e l’ho rimontato perché non sapevo cosa fare”, scherza Iannone.

“La mia giornata tipo? Ultimamente mi sveglio abbastanza tardi la mattina, verso mezzogiorno, perché tanto che devo fare? Vado dalla mamma a pranzo, dopodiché vengo qui nel mio capannone e passo tutta la giornata qui fino a sera, mi alleno…”

Un confronto tecnico


Esaurito l’argomento della quarantena, Max Biaggi passa al tecnico: “Sei stato in Ducati, Suzuki e Aprilia, moto con caratteristiche dinamiche e motori diversi, che difficoltà di adattamento hai trovato?”

Quando ho lasciato Ducati venivo da due stagioni, il 2015 e il 2016, molto positive per noi. La Ducati aveva una decelerazione un’accelerazione spaventose, ma si faceva un po’ fatica in inserimento in curva e farle fare percorrenza, a curvare...

“Quando sono passato in Suzuki ho trovato quella sensazione che in Ducati non avevo, quella di curvare. In accelerazione e in frenata soffriva molto di più, ma in percorrenza di curva c’erano delle curve che si facevano tanto più forte e recuperavi tanto”.

Questione di curve


“Noi veniamo da motori a due tempi, tu preferisci la percorrenza in curva o preferisci fare la curva alla buona per poi accelerare subito?” incalza Biaggi.

Secondo me deve essere un compromesso: oggi non puoi fare una curva completamente tonda perché se non sfrutti in frenata la gomma davanti i tempi non vengono, e rischi di perdere due o tre decimi in una frenata per avvantaggiare una percorrenza. Ci vuole una moto che rallenta molto forte ma che ti permette di fare una percorrenza discreta dove serve, per poi accelerare”, commenta Iannone.

“Sei uno che lascia lavorare i tecnici o stai con loro fino alla fine?” chiede ancora Biaggi.

“Sono abbastanza rompiscatole, ma quando sei in un ambiente da tanti anni com’era in Ducati dopo 4 anni, nell’ultimo anno e mezzo quasi non volevo sapere cosa si facesse alla moto: io spiegavo le mie problematiche, loro mi dicevano cosa avevano in mente, e io avevo fiducia piena che non avrebbero sbagliato una mossa.

“Quando sono andato in Suzuki è stato tutto un po’ diverso, perché trovi persone nuove che non ti conoscono, sei predisposto a seguire un po’ di più le cose. Stessa cosa anche in Aprilia: all’inizio sono uno che vuol essere un po’ rassicurato, per questo sono più presente. Dopo un paio di anni le cose migliorano, diventa un matrimonio… al contrario i matrimoni veri vanno bene subito, ma dopo due o tre anni no…” aggiunge Iannone, con riferimento alle sue ultime love-story.

Dal gabbiano agli highside


L’intervista continua, parlando di gare – quella in Australia del 2015, quando Iannone incappò in gabbiano – “57 sorpassi in una gara, fu una delle gare più belle della mia vita” o quelle del 2018, sempre in Australia e poi ad Aragon. “Qualche garetta carina l’abbiamo fatta”, commenta il pilota di Vasto. “Ora mi piacerebbe provare una 500”.

Poi Iannone parla ancora di un highside in 125 in Australia, quando si ritrovò in ospedale con una spalla infortunata dopo aver siglato il miglior tempo e di come ora si diverta la sera a giocare a Ride: “Un gioco di moto alla Play Station. Non l’ho mai usata molto, ma ora la sera con mio fratello ci giochiamo. Adesso hanno fatto anche la MotoGP virtuale…” dice Iannone riferendosi alla gara vinta da Alex Marquez.

L'idolo e la Superbike


Leggendo le domande dei followers, Max chiede: ‘Andrea, chiedono chi era il tuo idolo da ragazzo?”

“Quando eravamo piccoli Max era in 250 e 500 e lo guardavo e lo tifavo con mio fratello, che era molto più biaggista che rossista. Ma io avevo 7 anni quando Vale ha vinto primo mondiale in 125, e ovviamente ero affascinato da questo ragazzino che dopo le gare faceva le gag, faceva ridere”.

“Ci andresti in Superbike?” chiede Biaggi

"Mai dire mai, ma al momento non ci penso. Poi vedremo. Uso la RSV 1100 Factory, vado ogni tanto a Misano, e ora dovevo andare provare l’asfalto nuovo, poi è arrivato il blocco in tutta Italia… ma la moto mi piace veramente tanto”

"Secondo te torneremo prima a fare le gare o prima qualche giro di test?"

“Dipende da come si evolve la situazione in Europa. Magari l’emergenza finisce in Italia, perché è cominciata prima, ma in Spagna, Francia e Inghilterra e in tutti i Paesi dove corriamo, come sono messi? Si potrebbero togliere le gare extra-europee”.

“Ma dopo ottobre sarebbe difficile correre in Europa per via del meteo”, osserva Max.

“Eh sì... sarà davvero un bel problema”, commenta Iannone, che però confida che in Aprilia, sia pure da casa, stiano ottimizzando la situazione, cercando in questi giorni di mettere a punto nel miglior modo possibile la sua moto, in vista della stagione.

Ricordi e rimpianti


La conversazione torna sul personale, sulle piccole litigate tra fratelli di quando erano piccoli. Iannone racconta che per far scappare suo fratello impugnava un coltello. “Non lo avrei mai usato, ma sapevo che era l’unica cosa per impaurirlo. E lui si chiudeva in camera”, ricorda Iannone.

L’intervista si conclude con la domanda di un follower: “Cambieresti qualcosa nella tua carriera?

“Con il senno di poi si cambierebbe sempre qualcosa del passato, ma dirlo dopo a cosa serve? Comunque, non sarei andato via da Ducati, sicuramente”, conclude Iannone.

La quarantena di Max Biaggi: l’intervista a Guintoli