Jorge Lorenzo, ancora in quarantena in un Hotel a Dubai è stato raggiunto da Radio Marca e da El Partidazo di Cope con i quali ha avuto modo di parlare non soltanto di come sta vivendo questo periodo di isolamento, ma anche a proposito del suo ritiro dalla MotoGP.

Sull'addio alle corse


Jorge infatti, a fine stagione 2019 ha deciso di interrompere la sua collaborazione con la Honda decidendo di appendere il casco al chiodo. Le motivazioni erano varie e i pessimi risultati uniti alle varie cadute con la RC213V hanno fatto propendere il maiorchino per la scelta dell'”addio”.

Durante l'inverno, però, qualcosa è cambiato e Jorge è stato chiamato da Yamaha come collaudatore MotoGP: ”Chi ha detto che avevo paura di andare in moto? - ha detto alle emittenti spagnole - Ho detto che mi ero fatto male. Ho sempre avuto molto rispetto per le moto, ma da lì a temerle ce ne passa. La moto che guidavo non mi dava troppa fiducia e non ho avuto il tempo di cambiare le mie sensazioni. A 32 anni, le circostanze mi hanno portato a prendere quella decisione”.

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“Troppo veloce”


Quindi, sembra proprio che la scelta di Jorge sia stata ben ponderata e un suo possibile ritorno, se non come wild card, al momento è da escludere: ”Mi mancherà sempre la sensazione di vincere, - ha proseguito - competere e sentirmi molto euforico, ma a volte non puoi avere tutto nella vita.”

Infine Jorge ha parlato del suo rapporto con le moto in generale, non soltanto le MotoGP, ma quelle da strada: ”Non ho una moto - ha concluso - perché non so se saprei andare piano, non sono mai stato lento su una moto. Ho preso la patente all'età di 23 anni perché altrimenti sarei stato il campione del mondo 250 e MotoGP ma senza patente".

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