Jorge Lorenzo è ancora ‘esiliato’ in un hotel a Dubai, dove si era recato per una breve vacanza. Poi l’emergenza Coronavirus lo ha indotto a rimanere in isolamento e da qualche settimana è solo.

“I miei amici sono tornati, io sono rimasto qui perché é stato chiuso anche l'aeroporto. E' già qualche settimana che sono qui da solo, ma resisto. Sono cosciente del pericolo che c'é, quindi resto in stanza e resto connesso con il mondo attraverso i miei account social. Sto imparando anche le lingue", ha raccontato Lorenzo ai microfoni di Casa Sky Sport.

Il rientro? Nessuno mi ha chiamato


Lorenzo ha annunciato il suo ritiro dalla MotoGP sei mesi fa, ma poi è tornato a vestire i colori di Yamaha, nelle vesti di collaudatore. E’ stata annunciata la sua partecipazione ad un Gran Premio come wild card, e in molti si chiedono se rientrerà stabilmente a correre. Il maiorchino, però, si è detto poco possibilista.

"Mi sento bene fisicamente, potrei essere ancora in grado di fare il pilota”, ha spiegato Lorenzo. “Ma è più una questione mentale, sono in un'altra fase della mia vita. Voglio sfruttare più tempo libero e quando lavoro, voglio dedicarmi ad altre attività. Ci sono poche possibilità che torni a correre, siamo al 98% che non torni. Poi nessuno mi ha chiamato".

Quel GP di Assen…


Lorenzo ha ricordato un Gran Premio che lo fece parlare molto di lui: quello di Assen nel 2013. Il maiorchino corse con la clavicola fratturata, a 30 ore dall'intervento, e arrivl quinto al traguardo. "Ho capito subito che mi ero rotto la clavicola, era già la settima-ottava volta”, ha raccontato Jorge. “Ho detto al mio manager che volevo subito operarmi, siamo volati a Barcellona e il giorno dopo ho pensato di tornare in Olanda a correre. Non l'aveva mai fatto nessuno, mi hanno dato del pazzo. Ho finito quinto, non penso che mai nessuno potrà riuscire a fare una cosa del genere".

“Con la Honda non trovavo il limite”


"La Honda 2019 mi ha creato problemi, solo Marquez è riuscito a domarla”, ha detto poi Jorge Lorenzo. “Con il mio stile di guida, anche se ci provavo, arrivavo a un punto che se spingevo non riuscivo a capire dov'era il limite. Alla fine rischiavo di cadere e non avevo fiducia, ma non si può parlare di paura come è stato detto da molti".

Lorenzo ha voluto precisare poi di aver lavorato molto anche a livello mentale, oltre che di tecnica di guida. "Nel corso degli anni sono diventato quasi un robot a livello di concentrazione, mentre prima ero più passionale e vivevo più emotivamente i GP momento dopo momento. Con il tempo mi sono trasformato, diventando un pilota più cerebrale". 

La rivalità con Valentino


Uno dei grandi avversari di Jorge Lorenzo è stato Valentino Rossi. Una rivalità positiva, ha raccontato Lorenzo. "La rivalità con Valentino mi ha migliorato tantissimo. Ci siamo stimolati entrambi, ci nascondevamo i nostri segreti. Dal punto di vista mediatico è stato molto importante, la gente parla ancora della gara di Barcellona o del Mondiale 2015”, ricorda Lorenzo. ”Si parlava più di moto che di calcio. Sono orgoglioso di aver lottato con un campione come Valentino, di aver vinto e perso contro di lui".

Alla domanda di come si senta ad essere l’unico ad aver vinto un mondiale contro Marquez, Valentino e Stoner, Lorenzo risponde: "Sono stato l'unico in effetti ad aver battuto tutti, non ci avevo mai pensato. Il titolo più importante è stato il primo, perché mi ha tolto la pressione più grande di aver vinto. Tutto il resto è stato un regalo". 

“Ducati? Potevamo vincere insieme"

Il pluricampione del mondo ha poi parlato dell'avventura in Ducati, due anni in crescendo. "Loro avevano investito molto su di me, io avevo vinto tre mondiali e valevo lo sforzo economico”, precisa Lorenzo. Dopo un anno e mezzo non avevamo ancora vinto una gara. Se avessi vinto a Misano, forse, la storia sarebbe cambiata. Hanno fatto un discorso economico, Petrucci gli sarebbe costato meno ed era italiano. Peccato, perché non c'è stata la pazienza di attendere e forse è stato deciso tutto troppo presto. In quel momento abbiamo trovato quella cosa che ci ha permesso di vincere, ma era troppo tardi. Nel 2019 avremmo potuto giocarci il Mondiale".

"Un favorito? Quartararo"


Poi Lorenzo fa il nome di un possibile favorito per la lotta al titolo: "Quartararo andrà sempre meglio, perché un pilota migliora ogni anno. E giovane e se continua così, lavorando e senza infortuni, sarà uno dei favoriti per il titolo", è la previsione del maiorchino.

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