E’ sempre più evidente che l’emergenza Coronavirus lascerà un segno nel futuro, tanto più marcato, quanto più lunghi saranno i tempi delle restrizioni. Oltre che sul piano umano - con le migliaia di morti in tutto il mondo - il segno sarà anche economico, in tutti i settori. MotoGP compresa, come conferma il CEO di Dorna Carmelo Ezpeleta.

Niente di scontato nel 2021


“Il mondo sarà diverso dopo questa crisi”, dichiara Ezpeleta alla testata tedesca Speedweek.  

Il riavvio della stagione potrebbe avvenire in autunno, ma stesso tempo, si comincia già a parlare di 2021. Bisognerà risparmiare e probabilmente ci saranno meno gare, anche perché ci saranno priorità diverse in alcuni Paesi. Non è detto, quindi, che nel 2021 ci saranno 20 Gran Premi come erano previsti per quest’anno.
"Può succedere che alcuni governi non ci consentano di entrare", ha detto Ezpeleta. “In linea di massima, gran parte dei circuiti o dei singoli GP sono supportati dai governi. E alcune Nazioni potrebbero non aprire i confini o potrebbero richiedere che tutti i viaggiatori rimangano in quarantena per 14 giorni”.

Tra i Gran Premi supportati dai governi o dalle istituzioni statali ci sono quelli in Argentina e in Qatar, ma anche a Aragon, Jerez e Valencia, e lo stesso Gran Premio di San Marino, cofinanziato dal turismo della Riviera Adriatica e sanmarinese. E c’è la possibilità che nel 2021 queste istituzioni debbano investire in progetti più prioritari, quali lo sviluppo dell'assistenza sanitaria locale. E dall’Australia sono già arrivate cattive notizie: le autorità di Canberra vogliono vietare tutti i principali eventi per il 2020 e il 2021.

Il calendario 2020


Mentre Dorna e FIM hanno appena deliberato un nuovo calendario per il mondiale Superbike, Supersport e Supersport 300, per la MotoGP bisognerà attendere almeno fino alla fine di maggio per poter avere un’idea degli scenari.

“Alla fine di maggio vedremo come andranno le cose e, da lì, proveremo a fare un programma possibile. Potremmo dover iniziare senza pubblico, ma siamo determinati ad avere la stagione MotoGP 2020. E se è fisicamente possibile e la pandemia lo consente, proveremo a farlo. Non si tratta di fare un numero minimo di gare. Sarebbe ragionevole farne il più possibile, ma questo non sarà l'obiettivo del campionato”, ha dichiarato Ezpeleta a ESPN.

I risvolti economici


Al momento, è impossibile prevedere se ci saranno Gran Premi nel 2020. Il primo GP in calendario è quello di Catalunya, il 7 giugno, ma Dorna si preparando all’ipotesi che la stagione salti e che le squadre perderanno tutto il loro reddito. Ecco perché ai sei team privati della MotoGP sono già stati promessi 250.000 euro al mese, mentre i team ufficiali devono salvarsi da soli.

In una normale stagione, Dorna paga dai 60 ai 70 milioni di euro ai team delle tre classi del mondiale MotoGP, Moto2 e Moto3: la quota di iscrizione, la quota di denaro della TV, le quote per le gare all'estero e i bonus per i risultait (l'importo dipende dalla classifica IRTA, che tiene conto anche delle qualifiche) .

"Dobbiamo dare dei soldi ai team in modo che possano pagare i costi di gestione, vale a dire gli affitti, i canoni di leasing, i salari per i tecnici e i meccanici e altre persone che vivono nei team", ha dichiarato il CEO di Dorna Carmelo Ezpeleta. "Altrimenti scompariranno e nessuno sarà disponibile al riavvio".

Cosa cambia ai box


Poiché almeno nel 2020, dovranno essere rispettate le regole sulla distanza, potrebbe essere introdotto un numero massimo di meccanici: i piloti della Moto3 potrebbero doversi accontentarsi di due meccanici ciascuno, i piloti della Moto2 di tre e i protagonisti della MotoGP di quattro meccanici.

Inoltre, moto 2020 dovrebbero rimanere omologate per il 2021 in tutte e tre le classi. L'ulteriore sviluppo dei motori e l'aerodinamica saranno congelati, probabilmente anche per i team con concessioni tecniche KTM e Aprilia.

“Abbiamo suggerito ai produttori che le motociclette di quest'anno dovrebbero essere anche quelle del 2021. I motori e l'aerodinamica del 2020 dovrebbero essere anche quelli del prossimo anno. Ciò porterebbe a una forte riduzione dei costi", ha dichiarato Ezpeleta ai microfoni di ESPN.

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