Roberto Locatelli, campione del mondo della 125 nel 2000 e oggi coach per lo Sky Racing Team VR46 è un bergamasco DOC: vive a Carvico,"un paese di 5.000 anime prima del Coronavirus”, specifica Locatelli.

Già, perché Bergamo è stata tristemente l’avamposto del COVID-19 e soltanto adesso i numeri dell'epidemia stanno rallentando. Nella provincia sono stati registrati oltre 10.500 contagi e più di 2.800 vittime.

“Sono in una zona rossa, dove il rosso è veramente profondo”, ci dice Roberto Locatelli, che raggiungiamo telefonicamente durante la sua quarantena.

Mi posso considerare fortunato perché ho un giardino per passare del tempo con mia figlia e mia moglie. Non riesco a immaginare come possa vivere questa quarantena chi sta in appartamento, magari anche con i bambini”, aggiunge.

Il punto di vista dello sportivo


Roberto Locatelli non perde l'ottimismo, nonostante la gravità del periodo.

Secondo me il fatto di essere stato pilota ti facilita in una situazione come questa. Quando la gara non andava bene dovevi sempre prendere il lato positivo, scegliere i momenti buoni fra quelli brutti”, spiega ancora Locatelli.

“Lo sportivo è pronto a prendere in modo più lieve il momento negativo. Noi di situazioni difficili alla fine ne viviamo diverse, perché non vinciamo in tutto quello che facciamo.

"Certo, non c’è neanche da fare un paragone con chi sta male e addirittura se ne va, però se pensiamo alla sofferenza di stare chiusi in casa, mi viene da pensare che noi sportivi la vediamo come l’attesa di un momento migliore. Così come quando aspetti una moto diversa, o aspetti un’altra gara… avviciniamo questo momento ad una cosa parallela che abbia già vissuto”.

Anche perché sembra che l’uscita da questa situazione non sia così rapida…

Sono pronto anche alla drastica situazione che non ci sia un campionato della MotoGP nel 2020. Sta comandando il Coronavirus, punto. Certo, dobbiamo chiedere indicazioni alle persone che decidono dei campionati, ma loro non possono decidere in base alla loro volontà, devono decidere in base a cosa fa questo individuo invisibile. E’ veramente strano: non immaginavo che esistesse un virus così”.

“Ci sarà un prima e un dopo”


E’ un qualcosa che cambierà veramente il modo di vedere la vita, secondo te?

“Sì. Innanzitutto ci fa pensare che domani passa questo ma ce n’è può essere un altro. L’altro giorno sentivo un intervento di Flavio Briatore in TV. Ha detto: ‘Com’è cambiato andare all’aeroporto dopo l’11 settembre, cambierà ancora qualcosa dopo il Coronavirus’. Anche secondo me ci sarà un prima e un dopo il COVID-19.

"Oggi, ad esempio, è venuto a trovarmi mio suocero, ci siamo visti con la mascherina e senza poterci dare la classica pacca sulla spalla che era talmente normale, ma che adesso è un gesto impensabile.

“Si cambierà anche in positivo sotto certi aspetti, perché daremo più valore alle cose semplici. Eravamo forse diventati qualcosa che non sapevamo, davamo per scontate tante cose. Questo virus adesso questo ci dà un nuovo modo di vedere le cose”, conclude Roberto Locatelli.