A seguito del rinnovo con Suzuki, Joan Mir ha tenuto una conferenza stampa virtuale e il primo argomento che ha trattato è stata appunto la firma del contratto: “Non è bello dare una notizia del genere così, avrei preferito darla in pista ma non è stato possibile. Alla base di questa decisione ci sono diverse ragioni. In due anni non puoi portare a termine il lavoro: lo scorso anno è stato d’esperienza e nel secondo si inizia a mostrare il potenziale. Per questo ho rinnovato”.

Non è mancato interesse da parte di altri team, ma Mir assicura: “Ho saputo dal mio manager che avevamo altre offerte, ma non ho parlato con altre marche. Il mio lavoro con Suzuki non è concluso. Non volevo perdere tempo nel cambiare marca, voglio portare Suzuki al top”.

Il rapporto con Rins e la moto


All’interno del box al momento non c’è una gerarchia con il suo compagno di squadra: “Voglio pensare che Alex (Rins) non sia il numero uno, almeno adesso. L’anno scorso sì che lo è stato per l’adattamento e i risultati che ha ottenuto. Io non penso questo e neanche Suzuki. Entrambi abbiamo il compito di portare Suzuki dove si merita, come ha fatto Kevin Schwantz”.

Si pensa che la Suzuki sia la moto più equilibrata della griglia di partenza e Mir a questa affermazione ha risposto: “Non sono d’accordo. Quelli che pensano questa cosa non hanno un’idea della moto. Senza provarle tutte non si può giudicare. È più aggressiva della Yamaha, bisogna guidarla in un modo molto peculiare. Tutti i piloti il primo anno fanno fatica, ma il secondo sono già riusciti a conquistare buoni risultati. Non è facile. Altre sono più naturali. Spero quest’anno di riuscire a stare vicino ad Alex e magari in qualche gara anche davanti. Se io spingo Alex affinché migliori il suo rendimento e lui fa lo stesso con me, cresceremo e saremo più vicini ad avere una moto consolidata in tutti i circuiti, non solo in alcuni”.

La motivazione, la grinta e la voglia ci sono per fare bene in questo campionato 2020, che sarà certamente diverso dal solito.

Rins: “Mi dà fastidio si pensi che la Suzuki sia una moto facile”