Dopo aver parlato di un possibile accordo con il circuito di Jerez de la Frontera per due Granpremi MotoGP nel mese di luglio, il Ceo Dorna Carmelo Ezpeleta è stato intervistato durante il programma Cambia el Mapa! per un approfondimento sulla questione. Nell'occasione, Ezpeleta ha parlato di tutti i vari accordi che Dorna sta cercando di prendere con i vari circuiti soprattutto europei per riuscire a svolgere più di dieci gare.

In programma 12 o 16 gare


“Come avevo già spiegato, - ha detto Ezpeleta nell'intervista riportata da MotoGP.com - la nostra idea era quella d’iniziare a fine luglio e di organizzare degli eventi in Europa fino a metà novembre e da quel momento in poi, se fosse possibile fino a metà dicembre, recuperare gli eventi extraeuropei nella parte calda dell’emisfero. Al momento il numero massimo di gare che si potrebbero disputare dopo le cancellazioni è di 16 tenendo in considerazione la possibilità di farne alcune fuori dall’Europa. Stiamo gestendo tra le 12 e le 16 gare”.

Anche l'Italia tra gli accordi con Dorna


Intanto la Dorna, sta cercando di prendere accordi con il Governo spagnolo per tirare giù le basi di quello che sarà lo svolgimento dei GP in terra iberica: “Abbiamo stabilito le basi con il Consiglio dell’Andalusia, - ha proseguito - il Consiglio Comunale di Jerez, come e cosa sarà fatto, come sarà l’organizzazione. Abbiamo presentato la nostra proposta, l’hanno accettata ed è la stessa che abbiamo presentato al Governo spagnolo. È quello che stiamo facendo con ciascuno dei paesi dove stiamo pensando di andare. Abbiamo elaborato un protocollo dove abbiamo ridotto il numero di persone che fanno parte del circus MotoGP portandolo a 1.300”.

A tal proposito Ezpeleta ha parlato anche delle varie nazioni che ad oggi stanno prendendo accordi per dei possibili Gran Premi: “Siamo in trattativa con Brno, - ha spiegato - con l’Austria e con l’Italia per esaminare diverse possibilità”.

Le gare, ovviamente, verrebbero svolte a porte chiuse.

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Test su test prima di entrare in circuito


Tra le tante cose da tenere in considerazione ci sono anche gli spostamenti di piloti e team, ma Dorna ha ragionato anche su questo: ”In questo momento i cittadini extraeuropei dovrebbero venire in Europa almeno 14 giorni prima del primo Gran Premio. Poi, tutte le squadre, compresi gli addetti ai lavoratori europei, devono fare un test prima di lasciare il loro paese, e non dev’essere più tardi di quattro giorni prima del momento in cui entreranno nel paese dove si svolgerà il primo GP, in questo caso sarebbe in Spagna. Da quel momento in poi, arriveranno tutti col proprio test a certificare che, quattro giorni prima di venire in Spagna, non avevano il coronavirus e faremo anche un altro test quando arriveranno in circuito. Dopo di che, ogni giorno avremo una squadra di medici della clinica Quirón a controllare che le persone impegnate nell’evento non abbiano sintomi e controlleranno la temperatura di ognuno di loro”.

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