La classe minore del Mondiale, la Moto3, ha potuto correre il primo GP della stagione in Qatar e Romano Fenati ha debuttato con i colori del Max Racing Team alla guida della Husqvarna. Appena rientrato in Italia l’ascolano si è ritrovato a fare i conti con l’isolamento a causa della pandemia del Coronvirus e a Sky Sport ha dichiarato: “Sono stato fortunato perché con la nostra ferramenta siamo sempre stati aperti. Ho anche un’ala del capannone dove ho potuto allenarmi, dove mi sono arrangiato con un po’ di corsa, bici e qualche esercizio a corpo libero. Ora il mio kartodromo è riaperto, ma con determinati limiti. Ci andrò appena posso perché non è nel mio comune”.

La paura del contagio


Il Mondiale dovrebbe ripartire il 19 luglio da Jerez, ma Fenati non nasconde le sue preoccupazioni: “Se c’è un contagiato ci infettiamo tutti. Dal primo all’ultimo box ci sono i bagni, si fanno sempre due chiacchiere e al mattino quando arrivi magari passi davanti a tutti i box. Il paddock è una gabbia per topi. Io ho paura, prima di salire su un aereo dovrò prendere uno xanax! Mi sono posto delle domande in questa quarantena, tipo, in discoteca ci andrò più? No. È fuori discussione la voglia di tornare a correre, di sentire l’odore di benzina, quella sensazione che hai nello stomaco. Però può essere che arrivo con la tuta da astronauta!”.

Il debutto con il team di Max Biaggi


L’ascolano ha poi commentato la sua prestazione in Qatar, chiusa con il diciassettesimo tempo: “Il problema è stato aver avuto troppo grip e la gomma nuova spinge troppo, per questo ho fatto fatica. In queste condizioni soffro i primi giri e nel frattempo si creano i distacchi con gli avversari. Ma quando la gomma fa lo step andiamo forte, da un giro ad un altro. Il mio potenziale è lo stesso dall’inizio della gara. Dobbiamo lavorare per migliorare la prima parte della corsa”.



In questo periodo è rimasto in contatto sia con Max Biaggi, sia con Angelo e Andrea Iannone che sono i suoi manager: “Con Max ci siamo sentiti, abbiamo scambiato delle opinioni e considerazioni. Andrea non l’ho voluto troppo disturbare, capisco il momento. Chi sta peggio adesso è lui. Bisogna stargli vicino lasciandogli il suo spazio, dargli forza e coraggio perché torni il prima possibile”.

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