Cosa si nascoste dietro una MotoGP? E nello specifico una KTM? Tante ore di duro lavoro da parte di ingegneri e meccanici nel creare una moto competitiva che può essere definita come una “zuppa” da cucinare in modo perfetto dove alle volte non è facile replicare il gusto e trovare l'equilibrio giusto.
A parlare del grande lavoro svolto sulla RC16, che ha fatto il suo ingresso nella classe regina nel 2017, è il Technical Director Sebastian Risse che tra i primi, insieme alle altre 30 persone che lavorano in Red Bull KTM Factory Racing ha plasmato il gioiellino austriaco.

“Tutto deve rimanere gestibile”


Il Technical Director della Casa austriaca, attraverso le pagine del sito KTM, ha parlato dello sviluppo della RC16:"Piace sempre vedere lo sviluppo andare avanti rapidamente ma d'altra parte devi stare attento che rimanga qualcosa di gestibile. Quando sviluppi contemporaneamente molti cambiamenti in parallelo, devono essere tutti compatibili tra di loro e ciò aumenta notevolmente la complessità. Portare una nuova moto per una nuova stagione significa molte decisioni e molti elementi di prova che devono adattarsi insieme. Essere sempre al limite”.

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Il progetto KTM è ancora giovane


Per la Casa austriaca, ovviamente, fare il suo esordio in MotoGP non è stato per niente facile, nonostante negli anni Pol Espargarò e company abbiano dimostrato un grande miglioramento in pista:"Questo progetto è ancora così giovane che fai scoperte continuamente e in molte aree - va avanti Risse - L'elettronica è piuttosto complessa come si può vedere in pista, mentre per quanto riguarda il telaio e il motore sono sviluppi che vanno gestiti in fabbrica, poi vai in pista, provi ed analizzi. Cosa è meglio? Cosa è peggio? E poi prendi una decisione. La moto si evolve anche con l'aerodinamica e abbiamo fatto molto sul telaio dal punto di vista della rigidità. Abbiamo iniziato come "nuovi" e seguendo questo concetto di telaio in acciaio è stato un grande campo su cui lavorare”.

“Il pilota è la priorità”


Nonostante il grande lavoro che c'è dietro al prototipo KTM, però, il pilota resta sempre il maggior interlocutore da non perdere mai di vista:“Quando la teoria, i dati e il pilota puntano nella stessa direzione - conclude Risse -, allora è super, vuol dire che possiamo essere sicuri al 100%. In caso contrario, significa che c'è qualcosa da migliorare. Per me la priorità è il pilota. Deve avere fiducia nella soluzione che gli proponiamo”.

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