Dopo quattro anni in Ducati Pramac, per Danilo Petrucci il 2019 è stato l'anno della realizzazione di un sogno: arrivare al team ufficiale, sempre in sella alla Desmosedici. A questo, si è aggiunta anche la vittoria nel GP del Mugello, un momento di grande felicità per il pilota ternano che però non ha saputo bissare il suo risultato e a parte un terzo posto in Catalogna non è più andato a podio arrivando sesto in classifica generale.

Per lui il 2020 avrebbe dovuto essere quindi l'anno dei buoni propositivi che si tramutano in realtà, ma certo, questa stagione insolita che probabilmente partirà da fine luglio, potrebbe non rivelarsi quella più giusta.

“Forse ho dato troppo...”


Petrucci ha parlato a “Last of the brakes”, podcast di MotoGP.com del suo rendimento nella passata stagione 2019: “Ovviamente non sono contento dell’anno scorso - dice -. La differenza tra la prima e la seconda parte del campionato è stata molto, molto grande. Ho lottato per le prime tre posizioni della classifica generale nella prima parte dell’anno e poi sono stato nella top 10, ma non ero molto competitivo. Ho cercato di trovare una spiegazione, soprattutto a me stesso, ma non ho trovato nulla di veramente significativo. Voglio dire, non ho individuato il motivo per cui nella seconda metà del campionato non sono stato veramente competitivo. Forse ho dato troppo nei primi sette mesi dell'anno”.

“Troppa pressione”


Il ternano, con ancora tanti interrogativi che non trovano risposta, prova quindi ad analizzare la sua seconda metà di stagione a partire dal GP della Germania nel quale ottenne un quarto posto: “Mi sono svegliato lunedì dopo la gara al Sachsenring, - prosegue - il giorno prima avevo superato Dovi e guardando la classifica generale ero terzo, a quattro punti da Andrea, così ho pensato che forse potevo essere il pilota che avrebbe combattuto contro Marc. Forse ho sentito troppa pressione nella seconda metà dell’anno, ho iniziato a non ‘pensare troppo’ ma ho iniziato a spingere di più, con troppa foga, dando sempre il 101% e soffrendo per stupide cadute o errori. In MotoGP per essere nei primi tre posti bisogna sempre essere al 100%, non al 98% o al 97%. Se stai lottando per le prime tre posizioni, è facile scendere all’ottava, nona o decima piazza... Forse mi stavo sovraccaricando con troppa pressione perché non avevo mai guardato la classifica prima di quel momento”.

Lorenzo: “Sono andato in Ducati per sfida. Non volevo andarmene”

Tornando a combattere


Adesso Petrucci è pronto a tornare in sella alla Desmosedici. Durante la quarantena ha lavorato sul suo fisico perdendo peso e già durante i test in Qatar di inizio marzo si è sentito più a suo agio sulla moto: ”Durante i test ho lavorato molto, - conclude - ho fatto anche una simulazione di gara percorrendo 120 km, mi sono sentito pronto a combattere ancora”.

Ciabatti: “Lorenzo non è un candidato per noi”