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Maverick Viñales, 25 anni, era stato brillante nei test invernali. Poi è arrivato il lockdown, vissuto ad Andorra, dove lo spagnolo ha potuto recuperare dagli acciacchi causati da una caduta in allenamento facendo Motocross. Per comprendere l’enorme talento naturale di cui Maverick Viñales è dotato, è sufficiente guardare il suo palmares: nel 2011, a 16 anni, gli bastarono quattro gare per ottenere il primo successo nel Mondiale 125, a Le Mans. E quell’anno conquistò subito il podio iridato, con all’attivo altre tre vittorie.

Nel 2013 si è laureato campione del Mondo in Moto3 al termine di una stagione pressoché perfetta e l’anno successivo, al debutto in Moto2, la prima vittoria è arrivata già al secondo tentativo. Il passaggio alla MotoGP l’anno seguente è avvenuto in maniera naturale, e con la Suzuki ha colto il primo successo nella top class nel 2016 prima di approdare alla Yamaha.  

Dove dopo un avvio fulmineo, con tre successi nei primi cinque GP sulla M1, e un 2018 quasi costantemente in difficoltà, è riemerso fino a convincere i piani alti a conferirgli la massima fiducia. Del resto è stato l’uomo della rinascita dopo la grave crisi tecnica a cavallo tra 2017 e 2018, e negli ultimi 47 GP è stato l’unico a far vincere la Yamaha. Bramato dai rivali, è stato blindato dalla Casa di Iwata, che l’ha premiato con lo status di prima guida e riferimento per lo sviluppo della M1. Il tutto, per raggiungere l’obiettivo del titolo iridato, da qui al 2022.  

Non è ancora cominciato il campionato, ma è iniziato invece il mercato e tu, in un certo senso, hai già conquistato un successo nel 2020: il rinnovo a certe condizioni.  

"Mi piace sempre rinnovare presto, per stare tranquillo e lavorare bene nei due anni successivi. Vedendo poi come sono andate le cose, con la pandemia, è stata una decisione corretta".  

L’estensione con la Yamaha non era certo una mossa scontata. 

"Mi sono costruito qui il mio team, nel corso degli anni, questa è stata la chiave. In più ho avvertito la grande fiducia dell’azienda, e questa è sempre necessaria". 

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