A oltre due mesi di distanza dalla teorica prima gara 2020 della MotoGP, che si sarebbe dovuta svolgere l'08 marzo in Qatar, sguardo e pensieri sono rivolti al ritorno alla normalità e alla conseguente ripresa delle competizioni. Ma Francesco Bagnaia ha smesso di contare i giorni che lo separano dal rientro.

"L'ho fatto fino a un po' di tempo fa - ammette 'Pecco', parlando con Mirco Melloni, Serena Zunino e il Direttore, Federico Porrozzi -. Poi ho visto che la cosa si prolungava di molto e quindi ho smesso, perché se no era troppa la pressione che c'era dietro. Sto solo aspettando la possibilità di poter rientrare nel nostro mondo per bene".

"Ancora adesso - continua Bagnaia - nonostante abbiano aperto le porte i vari circuiti e tutto, è comunque ancora difficile. È una situazione complicata e da capire non è neanche così semplice. Stiamo aspettando un po' tutti, penso, la riapertura completa, che penso avverrà tra un mesetto, dove penso sarà tutto un po' più allineato, con tutta la gente che conosce le varie situazioni. Quindi aspetto quel momento lì per poter ritornare a pensare a quando salirò finalmente sulla mia moto".

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L'atteso momento dell'inizio della stagione, tuttavia, potrebbe coincidere con un calendario ben diverso da quello previsto per questo 2020, con gare condensate in Europa tra luglio e novembre

Non hai fatto il conto dei giorni, però un'occhiata al teorico calendario l'avrai ovviamente data, e avrai notato come, in teoria, dovrebbero mancare piste molto favorevoli alla Desmosedici: Qatar, Mugello, Motegi. Vi hanno lasciato il Red Bull Ring che è il vostro baluardo, dove avete vinto anche negli eSport proprio con te, però il fatto che possano mancare questo tipo di piste può essere un problema?

"Al momento, secondo me, prima ci fan correre e meglio è - risponde Pecco -. Va bene qualsiasi cosa. Sicuramente la Ducati è una moto che ha bisogno di determinate caratteristiche dalla pista, però devo dire anche che la moto nuova è un po' diversa dalla vecchia, Quindi, secondo me, ci adatteremo meglio alle situazioni. Anche le nuove gomme vengono un po' più incontro. Sono state un po' difficili da capire nei primi test, perché comunque bisogna  lavorare in un altro modo. Però, tuttavia, sono davvero buone e sono sicuramente migliori di quelle dello scorso anno".

Parlando dei test, tu non hai svolto quelli autunnali per il botto di Valencia. Poi ti sei trovato sulla GP20, che è una moto come hai detto tu migliorata, tra l'altro tu l'anno scorso hai conosciuto non la GP19 la GP18, quindi stai compiendo un doppio salto di qualità a livello della moto in sé. Quindi quali differenze hai trovato tra le due moto?

"In realtà la moto che avevo l'anno scorso non era proprio una 2018, perché... ". Guardate il video per l'intervista integrale!

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