Danilo Petrucci e il passaggio da MotoGP a SBK, una voce di corridoio che sta diventando un urlo a quattro venti, che echeggia in entrambi i paddock, sebbene regni il silenzio dei motori spenti e le competizioni siano ferme.

Il ternano, attuale titolare della Ducati Desmosedici numero 9, dovrebbe lasciare spazio a Dovizioso e, sicuramente, al neo acquisto Jack Miller. Se l’australiano rappresenta un innesto annunciato ed ufficiale, la conferma del forlivese ancora no, ma prossima alla chiusura.

In quel caso, Petrux dovrebbe trovarsi una diversa sistemazione. Suggestiva l’ipotesi Aprilia - Gresini in Top Class, anche se sul progetto di Noale restino tuttora i dubbi legate alla competività della RS-GP, affascinante quella Aruba nelle derivare di serie, con una Rossa già capace di giocarsi il titolo mondiale.

Un italiano, su moto tricolore - Panigale V4 R - in un ambiente da cui e nato e, apparentemente, perfetto per un verace come lui; sarebbe la giusta prosecuzione di carriera per il ventinovenne umbro? Lo abbiamo chiesto a sei profili differenti, con percorsi simili, ovvero, detentori di vaste esperienze in entrambi gli ambiti, MotoGP e SBK.

Parte Roberto Rolfo, pilota che ha gareggiato con eccellenti risultati nel Motomondiale e nelle derivate di serie:Nel passaggio dalle derivate di serie - Superstock - alla CRT Ioda Racing, Danilo ha dovuto acquisire il ritmo dei piloti del Motomondiale e si è migliorato, però ha dovuto gli è servito tempo, anche a causa di moto non competitive e o appartenenti a squadre satellite".

Roby continua: "In MotoGP, Petrucci è cresciuto, sino a diventare forte. Però, a parte la vittoria ottenuta al Mugello ed altre ottime gare, Petrux ha poi faticato a rimanere al top della categoria Regina delle due ruote. Per questo motivo - la mancanza di costanza - direi che lui potrebbe fare meglio in SBK, campionato che richiede sì talento e doti, che lui ha, ma che mette meno sotto pressione. Le derivate di serie sono forse più indicate ad un pilota come lui che, d’altronde, è nato agonisticamente proprio in quel paddock”.

Ora tocca a Marco Melandri, iridato nella 250GP, protagonista in MotoGP e SBK, classi in cui il ravennate ha vinto Gran Premi e manche: “La situazione è abbastanza complicata. Il problema vero è iniziare una stagione così per Danilo: penso che decidere i programmi 2021 ancora prima che parta la stagione 2020, sia un po’ strano, qualcosa non funziona. Comunque, credo che per Danilo sia una buona cosa cambiare. Il passaggio da un campionato all’altro va preso con euforia ed entusiasmo. Io passai dalla MotoGP alla SBK all’età di 28 anni, perché sapevo che non ci fosse più spazio per me nella top class dei prototipi, così scelsi le derivate di serie. Per Petrucci potrebbe essere il momento giusto per approdare in SBK . La sua presenza porterebbe enfasi alla categoria, poiché non abbiamo, al momento, italiani di livello e competitivi.

Marco sa quanto non sia facile compiere il cambio: "Il passo non va sottovalutato: non è vero che in SBK si trovi vita facile, anzi. Si deve trovare la moto giusta, aspetto fondamentale. Quando un pilota capisce che non ci sia più spazio in una categoria, non ha più senso insistere. Per esempio, Laverty e Baz, rimasti in MotoGP a fare numero. Quando Eugene e Loris si sono resi conto di ciò, sono tornati nelle derivate ed hanno ritrovato il divertimento”.

Luca Scassa si è ben distinto in MotoGP con una CRT Aprilia e nelle categorie delle derivate ha vinto gare e colto buoni piazzamenti: “Fossi un pilota di MotoGP senza i risultati sperati, non disdegnerei affatto la SBK ma non mi sembra sia il caso di Petrucci. Ricordiamoci che Danilo è alla seconda stagione nella squadra ufficiale Ducati MotoGP, ma non ha ancora iniziato. Se lo paragoniamo Petrux a Jorge Lorenzo, notiamo come Danilo abbia vinto nel suo primo campionato in Ducati, il maiorchino alla seconda. Ecco perché l’italiano meriterebbe tempo per esprimersi.

Nel 2019, dopo la vittoria del Mugello, Danilo ha sofferto un po’, forse perché sotto pressione nel dover dimostrare di poterci riuscire ancora. Io darei un altro anno di chance a Petrux, perché penso che potrebbe fare bene ancora in MotoGP".

Luca mette in luce un aspetto interessante:  "La psicologia di un pilota è importante - spiega - Lorenzo vinse dopo aver firmato con Honda o appena dopo. Forse Jorge si sentiva “libero di testa”.Una situazione del genere potrebbe essere, invece, controproducente per Danilo. La psicologia conta tanto. Inoltre, quando ci si abitua alla MotoGP e alle relative possibilità tecnica, passare in SBK e fare slalom tra i paletti, non è semplice, occorre riadattarsi.

In MotoGP il pilota si adatta ogni particolare, in SBK è il pilota che si adatta al particolare. Petrucci è forte in frenata, il suo fisico gli concede grandi staccate, una buona caratteristica per andare forte nelle derivate di serie: magari lui potrebbe fare come Bautista quando arrivò in Ducati Aruba”.

Dopo aver sentito tre piloti, abbiamo chiamato tre team manager, con età ed carriere diverse ma simili.

In primis, L'esperienza di Andrea Dosoli, che ha gestito progetti in motoGP e SBK, oggi manager Yamaha: “Ritengo che Petrucci potrebbe rappresentare un ottimo acquisto per la SBK. Danilo ha l’età della maturità agonistica e l’esperienza per fare bene, anche perché già ha corso in Superstock, quindi conosce l’ambiente delle derivate di serie. Il suo arrivo sarebbe per tutto il paddock e per la categoria un elemento positivo, di grande interesse".

Andrea tocca un tasto di attualità: "Gli italiani che corrono oggi in SBK sono giovani e bravi, tuttavia, hanno bisogno di tempo per crescere, Petrux ha, invece, accumulato nozioni fondamentali in anni di Motomodiale. Danilo potrebbe ripetere quanto fatto Bautista nel 2019 (Alvaro debuttò sbaragliando la concorrenza, poi Rea approfittò del calo accusato dallo spagnolo) inserito nel team Ducati Aruba, il ternano avrebbe ottime possibilità di essere tra i protagonisti, giocandosi vittorie e podi in ogni round”.

L'opinione sanguigna e autorevole di Marco Lucchinelli, titolato in 500 da corridore ed in SBK da team manager, con Ducati:Sinceramente parlando, se mi trovassi nei panni del pilota, sarei un po’ arrabbiato. Anzi, decisamente arrabbiato. Il motivo è semplice: Danilo ha fatto una bella stagione 2019, vincendo e cogliendo altri risultati da top rider. Quest’anno, invece, non ha avuto ancora la possibilità di guadagnarsi il posto né ha avuto la chance di dimostrare una eventuale conferma nel team Ducati. Poniamo che la MotoGP disputi solo quattro o cinque Gran Premi e che Petrucci li vinca o finisca in testa al mondiale... che succederebbe? Un macello. Io gli avrei dato, perlomeno, qualche gara per meritarsi il posto. Possibilità che Petrux, in questo stranissimo 2020, non ha avuto. Peccato, perché lui ha fatto tanti sacrifici e si è impegnato per ottenere una sistemazione ufficiale e, qualora lasciasse il team Ducati MotoGP, gli verrebbe tolta proprio all’apice di carriera”.

Conclude Marco Borciani, ottimo pilota SBK e bravo manager che ha gestito ex MotoGP come Biaggi, Xaus e Haga: “Giusto dopo il passaggio di Miller dal team Pramac all’ufficiale Ducati, mi chiedevo: e Petrucci che fa? È chiaro che, se Dovizioso resta, Danilo salta. Secondo me, se Petrux passa andasse dalla MotoGP alla SBK, arriverebbe con la carica giusta per battere tutti gli avversari. Perché nella Top Class dei Gran Premi tutto è al limite, estremo, quindi, il pilota impara di più. Non dico che la SBK sia più facile, però, meno esagerata ed estrema. Il ternano , messo sulla Panigale V4 R, avrebbe davvero l’occasione di giocarsi qualcosa di grosso, cioè, il titolo mondiale”.

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