Dopo tanti rumors, la notizia dell’approdo di Jack Miller in Ducati ufficiale è stata confermata non più tardi di due giorni fa. E il pilota australiano ha affidato proprio sito internet un lungo messaggio di ringraziamento a Ducati, ma anche a Pramac, che in questi anni lo ha aiutato a crescere e a capire come comportarsi da ufficiale.

"E' tutto un po' surreale"


“Ho sempre sognato di diventare un pilota factory a tutti gli effetti... è giusto dire che non pensavo che sarebbe successo mentre sono seduto a casa a Townsville, senza correre da mesi, ma il 2020 è un anno strano. Ma è fatta, e avere i miei piani per il 2021 già chiari così presto è molto eccitante per quello che farò, e per molti versi per me è un sogno diventato realtà”, scrive Jack Miller. “Questo era il mio obiettivo da quando sono arrivato in MotoGP nel 2015, e il fatto che sia accaduto veramente è un po' surreale. Ma è la realtà e mi fa sentire meravigliosamente bene.

Questo è, praticamente, ciò per cui ho lavorato da tutta la vita: firmare con una Casa ed essere un vero pilota ufficiale è qualcosa che ti poni in mente come obiettivo a lungo termine quando inizia. Essere lì... è così eccitante e un po' irreale in qualche modo, ma dimostra che tutto il duro lavoro e i sacrifici di tutti coloro che mi hanno aiutato ad arrivarci sono valsi la pena”, continua Jack Miller.

“Ho imparato cosa significa essere ufficiali”


Devo ringraziare Ducati per aver riposto la loro fiducia in me e avermi sostenuto confidando che io possa farcela. Ho voglia di fare un giro completo in fabbrica con loro da quando guido una Ducati, nel 2018. Quando hai contratti di un anno come è successo a me, sono obiettivi per i quali ti sforzi. E che mi hanno aiutato a portarmi avanti.

"Negli ultimi due anni con Pramac, ho imparato molto su me stesso come persona, come pilota, su tutto ciò che riguarda lo sport. Mi hanno aiutato a diventare un pilota e una persona più completa e ho apprezzato il tempo che hanno trascorso investendo su di me. Tutto ciò mi ha reso più ‘affamato’ che mai, con la voglia di continuare a migliorare.

"I ragazzi di Pramac sono stati così vicini al team ufficiale che ho imparato come devono essere i piloti ufficiali, e cosa ci si aspetta da loro. Tutto ciò ha avuto un grande effetto sul mio approccio alle corse e c'è un metodo di lavoro che ho dovuto imparare, che consente di avere un impatto molto maggiore sul modo in cui il team e la moto lavorano. Più responsabilità, in sostanza. Mi è davvero piaciuto”, aggiunge Miller.

Le cose sono cambiate


Ricordo di aver sentito l'anno scorso che il mercato dei piloti in MotoGP stava per cambiare un po’ nel breve periodo a causa del modo in cui Marc (Marquez) è stato in testa per la maggior parte del tempo da quando è arrivato. E’ solo un paio di anni più grande di me, ma all'inizio i suoi primi avversari erano piloti più grandi come Valentino (Rossi), Jorge (Lorenzo) e Dani (Pedrosa). Ma le cose sono cambiate.

"Yamaha ha Maverick (Vinales) che ha la mia età, Suzuki ha Alex (Rins) e Joan (Mir), e speravo che Ducati mi vedesse come il pilota che ha una certa esperienza ma è ancora abbastanza giovane per entrare nel discorso. Marc è il punto di riferimento, quindi l'obiettivo principale di tutte le altre Case è avvicinarsi a lui. Per me il grande cambiamento è stato quando Yamaha ha portato Fabio (Quartararo) per il prossimo anno in sostituzione di Rossi - è stata una decisione inevitabile ma da fare, ma per loro deve essere stato diverso perché stiamo parlando di Rossi ... Sono entusiasta che Ducati mi veda come il loro pilota in quella fascia di età per cercare di combattere tra di noi e, si spera, con Marc negli anni a venire”, aggiunge Miller.

“Darò il massimo per Pramac”


“In questa stagione - e dico ‘quando’ inizieremo più di ‘se’ - sarò ancora più desideroso di finire la mia collaborazione con Pramac con note positive.

"All'inizio della stagione avevamo un piano di quello che volevamo ottenere e ci è voluto più tempo del previsto per iniziare, ma una volta partiti daremo tutto il possibile per ottenere i risultati desiderati per la squadra e per me stesso. Il team e l'organizzazione sono stati irreali per me, quindi spero di poterli aiutare a raggiungere ciò che meritano prima di cambiare box. Niente mi renderebbe più felice”, conclude Jack Miller.

MotoGP: cancellati i GP d'Inghilterra e d'Australia