Il Ceo Dorna Carmelo Ezpeleta ha parlato delle novità inerenti il nuovo calendario MotoGP 2020 e confermato che la ripartenza è sempre più vicina. Oltre a questo, i vari meeting che sono stati fatti con le Case Costruttrici hanno delineato anche quello che sarà il volto del nuovo paddock: massimo 25 persone per Team e controlli differenziati negli Stati dove i casi di coronavirus sono sempre elevati.

Meeting con le Case costruttrici


“Negli ultimi giorni abbiamo fatto una riunione con le Case costruttrici – ha spiegato Ezpeleta a MotoGP.com - ed è stata molto produttiva, adesso attendiamo l'ok del Governo spagnolo per la ripartenza. Durante la riunione abbiamo parlato del numero delle gare che potrebbero essere fatte durante questa stagione e dei protocolli da seguire in ognuna gara. Tutte le decisioni in merito ai nuovi protocolli sono state prese insieme alle Case costruttrici, che stabilito all'unanimità che il numero di motori da usare nella stagione 2020 dipenderà dal numero di gare che svolgeremo".

Minimo 12 gare, massimo 16


“Il calendario - ha proseguito Ezpeleta - verrà presentato la prossima settimana con inizio, se tutto procede per il meglio, il 19 luglio a Jerez fino alle ultime gare che si svolgeranno nel mese di novembre. In tutto i GP che si disputeranno saranno circa 12. I Gran Premi che dovrebbero svolgersi fuori dall'Europa e che ancora non sono stati cancellati come Thailandia, Malesia e posposti come Stati Uniti e Argentina sono ancora soggetti ad approvazione e hanno una deadline prevista per la fine di luglio in modo che possa essere comunicato se verranno disputati in questo 2020 oppure no. In base a questo, quindi, il numero delle gare potrebbe variare da 12, 13, fino ad arrivare ad un massimo di 16”.

Come cambierà il paddock


A cambiare, ovviamente, sarà anche il volto del paddock: ”Stiamo definendo un protocollo preciso – ha concluso il Ceo Dorna - anche per il paddock. Stiamo lavorando di comune accordo con i vari Ministri dello sport dei diversi Stati e Paesi dove si svolgeranno i GP. Ogni pilota dovrà fare il test per il Covid-19 prima di arrivare in Spagna per il primo GP, inoltre ci sarà un protocollo anche per tutte le persone che gireranno all'interno del paddock. Tutto dipenderà anche dalla situazione relativa ad ogni Stato per quanto riguarda le persone affette da coronavirus e da come evolveranno le cose da qui a luglio. In base a questo ci saranno più o meno ristrettezze. Vorremmo cercare di isolare le persone che fanno parte del paddock il più possibile rispetto a quelle esterne come i Marshall. Ogni team potrà portare circa 25 persone e questo vale sia per la MotoGP che per Moto2 e Moto3”.

Capirossi: “Il 19 luglio vedremo le moto vere a Jerez”