Oggi - 4 giugno - Mick Doohan compirà 55 anni, ma in queste ultime ore il penta-iridato della classe 500 sta facendo parlare di sé non per il suo compleanno, quanto per le sue dichiarazioni a proposito di Valentino Rossi.

L’australiano, che lo scorso anno aveva individuato in Quartararo “il futuro della MotoGP” ha dichiarato la sua ammirazione nei confronti di Valentino Rossi in una puntata di “Under the visor”, show condotto da Chris Vermuelen.

"Sarebbe stata una sfida difficile"


Doohan ha lasciato il motomondiale alla fine del 1999, mentre Valentino Rossi è arrivato nella classe regina l’anno successivo: soltanto per una stagione, i due non hanno potuto mai confrontarsi in pista. Ma a Doohan sarebbe piaciuto anche condividere il box con Rossi.

“Avrei voluto Rossi come compagno di squadra. Non sarebbe stato un problema, dal momento che ognuno sarebbe stato dalla propria parte del box, con il proprio sponsor”, ha detto l’australiano. “Valentino è stato veloce, sin dall'inizio, ed è per questo che lo avrei voluto con me. Sarebbe stata una sfida difficile, ne sono sicuro. Gli avrei dato molti problemi e anche lui ne avrebbe dati a me", ha aggiunto il cinque volte iridto.

"Rossi collaudatore perfetto"


Doohan ha parlato anche del futuro di Valentino Rossi e dell’ipotesi che vada nel team satellite Petronas.

“Gli daranno il materiale migliore anche se fa parte della squadra satellite”, è l’idea di Doohan. “Non c'è nessuno migliore di lui per lo sviluppo di una moto, è perfetto", ha aggiunto.

“È ancora competitivo e ammiro la sua dedizione. È in grado di salire sul podio partendo ottavo. Quello che è difficile sapere in questo momento è se qualcun’altro ha la velocità di Marc Márquez”.

Per quanto riguarda le moto attuali, Doohan ha detto che sono "straordinarie" ma ha espresso i suoi dubbi sul fatto che tutti sarebbero in grado di guidarle "senza tutta quell'elettronica. Alcuni piloti ne hanno bisogno, ma Márquez potrebbe davvero farne a meno. Anche se sarebbe difficile per la classifica”, ha concluso Doohan.

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