Jack Miller ormai non ha più preoccupazioni per la prossima stagione: il 25enne australiano è già stato arruolato dal team Ducati ufficiale e adesso il suo unico pensiero è tornare a correre il prima possibile e fare una bella stagione con Pramac, per concludere al meglio il loro rapporto. Così ha detto lo stesso Jack Miller ai microfoni di “Under the Visor”, la trasmissione in streaming di MotoGP.com condotta da Chris Vermuelen.

Quel podio in Australia...


Jack Miller ha esordito ricordando lo scorso Gran Premio d’Australia, dove si è piazzato sul podio con uno splendido secondo posto alle spalle di Marc Marquez e davanti a Cal Crutchlow.

“Il GP di casa è sempre un evento speciale, e in quel caso l’emozione è stata incredibile. E’ un Gran Premio che amo in particolare, soprattutto perché posso trascorrere del tempo con la mia famiglia, cosa che di solito non mi è possibile fare durante l’anno. E poi è dei migliori del calendario, per la pista, per il tempo…

“Lo scorso anno c’erano la mia famiglia, i miei amici, tanti fans… tutti che festeggiavano. E’ stato un podio inaspettato e ancora se ci ripenso quasi non ci credo”.

Crutchlow: "Miller può battere Marquez”

Senza stress


Inevitabile, poi, parlare del passaggio in Ducati ufficiale a partire dal prossimo anno.

"Mi ero impegnato da anni a raggiungere questo obiettivo e ne sono davvero felice. E' stato strano considerando il momento, perché di solito queste trattative si fanno di persona e in circuito, invece le abbiamo fatte in un momento di stop, e anche l’annuncio… è strano annunciare un accordo con la situazione attuale, con tanta incertezza nel mondo.

Quando torneremo in pista non avrò pensieri sul futuro e potrò concentrarmi solo sulle mie prestazioni senza stress”, ha aggiunto Miller. “Darò il massimo con il team Pramac per concludere al meglio questa collaborazione”.

Miller: “Avevo sempre sognato di diventare ufficiale…”

La gestione della gara


Alla domanda di come sia riuscito a migliorare tanto le sue prestazioni lo scorso anno, Miller ha spiegato: “Una delle cose più importanti che ho imparato è la gestione della gara: non devi rischiare per avere tutto subito, una gara non dura solo dieci o quindici giri. Mi succedeva che quando mi sorpassavano mi innervosivo e facevo errori a ripezione... Ho imparato che non devi lasciare che le tue emozioni ti guidino troppo, quello che ho fatto in passato. Gli ultimi 5-6 giri in particolare sono cruciali…”

"Senza gare mi sento perso"


Quanto gli dispiace il fatto che quest’anno non ci sarà il GP d’Australia? “E’ un vero peccato non avere il GP di casa, ma in questo momento è importante tornare a correre, farei anche 10 gare sulla stessa pista”, ha detto.

“Senza gare mi sento perso. È davvero tanto tempo che siamo fermi: da quando avevo sette anni non sono mai rimasto così a lungo senza correre! Dev’essere una situazione simile a quando vai in pensione… Gran Premi annullati in sequenza, tanti eventi di contorno che vengono cancellati, nemmeno un test… Ti domandi ‘E adesso cosa faccio?’. Devi riorganizzare tutti i tuoi programmi. Io ho cercato di tenermi comunque sempre in movimento, e sono fortunato perché in qualche modo sono sempre riuscito ad allenarmi, ma le gare mi mancano tanto", ha concluso Jack Miller.