In Ducati si è sempre puntato all’innovazione, e alle volte la Casa di Borgo Panigale si è trovata anche con le ali tarpate, nel senso letterale del termine: correva il 2016 quando il regolamento della MotoGP decise di vietare le appendici aerodinamiche che Ducati aveva sperimentato sulla Desmosedici GP15. Un episodio del quale in Ducati non si sono certo dimenticati.

Se sei più creativo degli altri, è più facile innovare in un mondo libero, ma in un mondo ristretto si vede più di ciò che si può ottenere. La cosa più frustrante è quando innovi e ti ritrovi dei divieti”, è la ‘frecciatina’ di Davide Barana, direttore tecnico del reparto corse Ducati nonché braccio destro di Gigi Dall'Igna.

Ora, infatti, Ducati si trova davanti ad una situazione di stallo forzato, condiviso, peraltro, con le altre Case del Motomondiale. La crisi del Coronavirus, infatti, ha indotto Dorna a ‘congelare’ lo sviluppo delle moto.

“Siamo i più colpiti”


Una situazione che - secondo il direttore tecnico della ‘Rossa’ - potrebbe danneggiare Ducati più degli altri Costruttori.

“E se fossimo i più colpiti? Sì, lo siamo. È più difficile per noi", ha detto Davide Barana.

"Siamo i più innovativi, lo sanno tutti. Con la riduzione dei costi è più difficile. Sai che devi provare tutto prima perché hai solo una possibilità in pista. Con più dati, possiamo andare con più sicurezza", ha avvertito Gabriele Conti, capo dal reparto sistemi elettronici Ducati, in un incontro con il partner Lenovo.

Ma non è detta l’ultima parola, Edoardo Lenoci, capo dello sviluppo dell'aerodinamica della Ducati, ha dato qualche indizio sulle aree dove Ducati sta lavorando.

"Ci sono ancora elementi che non sono omologati per il 2020: la parte della ruota anteriore è abbastanza libera. Ci dedicheremo a lavorare su questo aspetto e anche alla coda della moto", ha detto Lenoci.

L’intelligenza artificiale


Intanto, Ducati sta lavorando anche su aspetti che sembrano fantascientifici: in un incontro con Lenovo, si è parlato infatti di intelligenza artificiale.

"È il futuro, penso, perché abbiamo bisogno di qualcosa che pensi più velocemente degli umani e l'intelligenza artificiale può farlo”, ha detto Gabriele Conti. “Per imparare usiamo già alcuni parametri calcolati con una macchina, che è capace di gestire un'incredibile quantità di dati, cosa che non diversamente non potremmo fare. Effettua calcoli corretti e ci consente di avere parametri in tempo reale. Il prossimo passo, e ci stiamo già lavorando, sarà di aiutare gli ingegneri nello sviluppo della nuova moto”.

I dati per guidare


"Purtroppo, dobbiamo guardare i dati più che andare in moto”, ha commentato Danilo Petrucci con ironia. “Servono per capire come guidare al meglio. L'80%d ella configurazione della moto si basa sui dati", ha confessato.

Dopo ogni Gran Premio, ricevo un’email con sette pagine di dati dal mio capo meccanico. E’ così dal 2015. Li ho ancora tutti conservati”, ha concluso Petrucci.

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