Con grandi prestazioni, sette podi e diverse lotte per la vittoria contro Marc Marquez, lo scorso anno Fabio Quartararo ha vinto il titolo di miglior debuttante della MotoGP, ma il francese è approdato alla top class dopo aver vissuto anni difficili nelle classi minori.

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2018


In quell’anno, però, era riuscito a esser protagonista del Gran Premio di Barcellona, nel quale ha ottenuto la sua prima (e finora unica) vittoria iridata e questo gli ha poi valso il passaggio in MotoGP. Il francese, parlando dei momenti più belli della sua carriera, ha raccontato: “Onestamente il primo successo è stato bello dato che dopo tanti anni di brutti risultati e di brutte situazioni da metà del 2015 al 2018 è stata dura e non avevo buone sensazioni. Mentalmente ho avuto degli alti e bassi. Sono arrivato a Barcellona dove ho conquistato la pole position, ho fatto segnare il giro più veloce e ho vinto la gara. Ecco perché resterà per sempre uno dei miei ricordi più belli. Ovviamente anche il primo podio nel MotoGP è stato molto speciale”.

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Speed Up


Quel successo a Barcellona è stato speciale e Quartararo ha aggiunto: “Era la prima volta che mi trovavo in testa alla gara di Moto2. Gli ultimi cinque giri sono stati molto stressanti e pensavo a delle cose a cui non era possibile pensare durante la corsa. Non mi ricordo bene ma non era nulla che avesse a che fare con la gara, come ad esempio cosa avrei mangiato a cena. Una situazione senza precedenti”. E poi ha raccontato un retroscena: “Al Mugello abbiamo fatto fatica in termini di velocità, la Speed Up era 10 chilometri più lenta della Kalex e della KTM. Ho detto al mio capotecnico ‘se siamo veloci sul rettilineo di Barcellona allora posso vincere la gara’. Mi ha risposto ‘ok’ e ha lavorato giorno e notte. Alla fine ho vinto. È stata proprio una bella annata dato che eravamo partiti in fondo e abbiamo chiuso alla grande. In Argentina ero 28°; mi sono detto “cosa sto facendo, forza, sveglia”, alla fine ho fatto dei passi avanti e siamo migliorati tanto. Sì, è stato un anno davvero divertente. Ho avuto accanto il mio miglior compagno di squadra di sempre, Danny Kent”.

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