La tanto attesa notizia del matrimonio tra Pol Espargarò e Honda è arrivata, sicuramente non è stato un fulmine a ciel sereno visto che le voci che circolavano già da tempo davano il pilota di Granollers in sella alla RC213V al 95%.
Era rimasto soltanto da sciogliere il nodo relativo al futuro di Alex Marquez (quest'anno in sella alla Honda ufficiale insieme al fratello Marc), ma dato che anche lui ha trovato la sua collocazione per il 2021 in LCR Honda al team di Lucio Cecchinello, ecco che i piani della Casa Alata sono stati svelati in toto.

“Potevo dire di no a Honda?”


A parlare di questa scelta così importante è stato lo stesso Pol Espargarò che in questo 2020 che sta per partire da Jerez de la Frontera, disputerà la sua ultima stagione in KTM per poi emigrare dal 2021 (e 2022) al team ufficiale Honda:”Era praticamente impossibile dire di no alla Honda. - ha detto in un'intervista al giornale spagnolo AS.com. -  Era da tanto che avevo questa idea e già l'anno scorso, quando c'era una luce minima che indicava che potevo finire in Honda, sapevo già di volerlo. Non è stata una decisione facile presa da un giorno all'altro, né dalla Honda né da me, perché ho pensato ai pro e ai contro. Ma nella mia testa si ripeteva continuamente una frase che diceva “domani, quando ti ritirerai, avrai detto di no a un'opportunità che pochi piloti hanno avuto nelle loro mani. È una scommessa personale molto ambiziosa, ma penso che non c'era altra opzione e che dovevo affrontarla o così o in nessun altro modo".

“Honda vuole un combattente”


Arrivare in Honda, però, significa avere anche un compagno di squadra come Marc Marquez, sei volte campione del mondo in MotoGP in sella alla RC213V: "Ovviamente è un qualcosa che fa paura, - ha proseguito - perché Marc è Marc. Abbiamo visto tutti com'è e ho sperimentato sulla mia pelle quanto è bravo. Sono stato uno dei pochi piloti che sono stati in grado di combattere con lui in Moto2 e 125 cc. In questo momento, Marc non è battibile da nessuno. Abbiamo visto i suoi compagni di squadra che con la stessa moto non sono nemmeno riusciti ad avvicinarsi. Ma faccio questo passo per vedere cosa rende Marc diverso dagli altri, come guida e cosa posso ottenere con gli stessi suoi strumenti. Il mio ruolo in Honda è quello di battere Marc. Honda non fa firmare un secondo pilota ma un pilota che lotta per il titolo. Alberto Puig vuole un pilota intenso, un combattente che resiste a chiunque. E chiunque significa anche Marc".

“Io e Jorge abbiamo stili diversi”


Il più giovane degli Espargarò si troverà quindi a fare i conti con una moto che di certo non è stata facile da domare per Jorge Lorenzo:”Fa paura a tutti, - ha concluso Pol - perché Jorge è un grande pilota, ma questo ti informa che la moto non è facile, che devi combattere e che è molto speciale. Ma ho avuto l'opportunità di incontrare Jorge su Yamaha e, vedendo come ognuno di noi due guidava, eravamo come il giorno e la notte. La sua esperienza con la Honda mi dà rispetto, ma mi conforta sapere che è un pilota molto diverso da me. Questo può aiutarmi ad adattarmi alla Honda".

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