In questo particolare e complicato 2020, i risultati della pista sono - per ora - prevedibili e, allo stesso tempo, imprevedibili. Chi immaginava la doppietta di Quartararo? Soprattutto, chi pronosticava l’infortunio di Marquez con relative rinunce?

In un clima di “stranezza”, ci sono evoluzioni contrattuali - seppur invisibili - con piloti e team tuttora in stand by, in attesa di firmare, concludere, rinnovare o chiudere gli accordi.

La MotoGP ha, per esempio, il suo campione in carica, un contendente al titolo, un arrembante, un papabile rientrante ed un “sospeso”. Marquez, Dovizioso, Bagnaia, Lorenzo e Iannone. Tutti con punti di domanda, chi per un motivo, chi per l’altro.

Ad aiutarci nel comprenderne i concetti e le dinamiche possibili, è Federica Costa, Avvocato impegnato da anni nella contrattualistica sportiva ed imprenditoriale, nazionale ed internazionale.

Marc Marquez, bonus gara e premio per il titolo


Marc è, al momento, a quota zero punti. La caduta di Jerez, l’infortunio, l’operazione, il secondo tentativo ed il forfait lasciano il numero 93 a quota zero. Considerando l’ennesima operazione e la dipartita delle prossime gare, per l’otto volte iridato le possibilità di vincere il nono a fine anno si riducono al lumicino.

Vincere un titolo, che cosa significa ciò? Arrivare in testa alla classifica comporta, oltre a ricevere trofei ed onorificenze del caso, poter godere di vantaggi e, soprattutto, benefici: La vita o il rinnovo di numerosi contratti “Pilota - Team” è legata alla posizione finale nella classifica generale del pilota stesso a fine campionato - spiega Federica - così come il budget complessivo. Può sembrare riduttivo o banale ma, di fronte ad un pilota che vince il titolo, ogni pensiero che avrete, verrà sempre ricondotto a quel termine… giustamente, aggiungerei. Pensate ai benefici in termini di immagine... pensate ai benefici in termini di valore professionale... pensate ai benefici correlati all’aspetto patrimoniale/economico”.

 L’Avvocato entra in alcuni dettagli:La maggior parte dei piloti richiede che nel proprio contratto sia presente una sezione denominata “Premi”, siano essi “Premi gara”, siano essi “Premi campionato”. Parlano dei primi, vengono individuate somme che saranno versate dal Team al Pilota in base alla posizione che quest’ultimo taglia al traguardo di ogni gara. Invece, per quanto riguarda i secondi ci si riferisce a somme ben più cospicue in base - appunto - alla posizione ricoperta dal pilota nella classifica finale del campionato”.

 Come verranno distribuiti questi soldi? Ecco la risposta: “Vengono a cadere a cascata o in aggiunta sugli sponsor - Federica continua - non è raro trovare contratti di sponsorizzazione ove lo sponsor si impegna a versare al Team somme aggiuntive sulla base della posizione conquistata dal pilota. E’ inoltre innegabile che il pilota, conquistando le posizioni più ambite (o addirittura vincendo il campionato) acquisisce una forza sul mercato che è incontrastabile e ciò vale in termini di poteri all’interno del Team stesso, come pure di valore alla propria immagine, sportiva e non".

Chiaro, fino a qui. Ma non è tutto: “Le pretese possono essere avanzate anche e direttamente dal pilota verso il proprio sponsor - conferma - Pensate ad un brand legato all’immagine di Marquez: affiancando il proprio logo o prodotto al campione del mondo, diviene, via via esso stesso un marchio sempre più vincente in termini di visibilità, affidabilità, valore.. elementi questi che danno più forza al prodotto sul mercato e che dunque vanno riconosciuti al Pilota che ne permette l’impennata in termini pubblicitari. Senza considerare che poi, un 8 volte campione del mondo, diviene quasi un oracolo all’interno del Team e del box ed è chiaro che laddove mai dovessero esserci problemi o scaramucce, il coltello dalla parte del manico è certamente, in linea di massima, tenuto dal pilota.

 Cosa succede nella testa di un corridore vincente, desideroso di fare ed avere sempre di più? Perché, oltre alla sete di vittoria, Marquez - sempre ad esempio - ha spinto così forte a Jerez e ha voluto tornare in fretta e furia? L’Avvocato fornisce una interessante panoramica:Anche questi sono tutti elementi che, seppur più razionali, vanno considerati quando si pensa alla smania di vittoria. Talvolta va anche oltre l’orgoglio. Con Marquez ci troviamo di fronte ad un ragazzo che in tante occasioni ci ha dimostrato di venire da un altro pianeta.. e che, con tanto desiderio di mettersi in gioco direttamente in pista, ha voluto fino all’ultimo provare a correre a Jerez”.

Dovizioso, rinnovo che tarda e Bagnaia che incombe


 Se il campione Honda vuole correre (anche) per i motivi appena elencati, la situazione di Dovizioso è, invece, delicata se parliamo di contratto eventuale e futuro. Il tempo passa, il forlivese e Ducati nicchiano:Andrea, a mio parere, si trova in una situazione di tale stallo da non permettere forse neppure una considerazione puramente ipotetica contrattuale sulla sua posizione - le parole di Federica - perché c’è’ chi sostiene che Ducati si aspettava di più; chi invece sostiene che lo stimolo maggiore avrebbe invece dovuto darlo Ducati stessa al vicecampione, sottoscrivendo il contratto 2021. A livello fisico, sappiamo che Andrea non è ancora al top, ma è il movente psicologico a giocare un peso maggiore. A mettere ancora più a rischio il rinnovo di Dovizioso con Ducati vi è poi Bagnaia che, a detta dello stesso Andrea, a Jerez “ha tenuto un buon ritmo, il migliore dei piloti Ducati”.

 Quali sono i ragionamenti che i vertici di Borgo Panigale potrebbero avallare? L’Avvocato Cosa la pensa così:E’ probabile che la considerazione tra Pecco e Dovizioso venga fatta da Ducati non solo in merito allo stile di guida dei due professionisti, ma anche in vista della prossima stagione sulla sella ufficiale; per il primo sarebbe uno straordinario (e forse prematuro?) salto, mentre per il secondo sarebbe un vero colpo basso. Contrattualmente, tuttavia, proprio Bagnaia potrebbe essere più interessante, soprattutto se ci riferiamo alle possibili e nettamente differenti pretese dei due piloti (uno emergente e l’altro appunto vicecampione), sempre con uno sguardo a quei benefici di cui si parlava sopra. D’altro canto, Ducati dovrà valutare anche cosa e quanto può perdere, lasciando andare via il Dovi”.

Lorenzo: torna, non torna... romperà le uova nel paniere Ducati?


 In situazioni così ingarbugliate, a sbrogliare la matassa arriva spesso - come in ipotetico ma reale caso - il terzo incomodo. Colui che, proprio in Rosso aveva fatto bene, prima di salutare Ducati:"Tra i due litiganti il terzo gode"... - dice Federica - avrà forse pensato così Jorge Lorenzo quando qualche giorno fa ha contattato Ducati mostrando e manifestando la propria volontà di tornare in pista? Qui, contrattualmente, la questione potrebbe avere un peso differente: di certo le pretese di un Lorenzo (anche se al momento fermo) sarebbero nettamente superiori rispetto a quelle di un Bagnaia, ma Ducati in questo caso potrebbe riflettere su altri aspetti contrattualmente di peso: visibilità e sponsor, con l'incognita tuttavia dei risultati effettivi che, laddove non arrivassero, mentre di fronte ad un Bagnaia vi potrebbe essere la"scusante" del pilota emergente, sappiamo tutti molto bene che un Lorenzo sarebbe di più difficile gestione.. anche in termini mediatici”.

Andrea Iannone, il nodo più complicato


 C’è poi un altro caso, in stand by se parliamo del protagonista, in atto se consideriamo l’Azienda. Iannone e Aprilia. Federica Costa svela cosa potrebbe accadere:Come in ogni realtà business, anche in questo caso il contratto viene sottoscritto solo a seguito di attente valutazioni, considerazioni, richieste e rinunce… non sempre su di un piano di assoluta parità contrattuale. E’ chiaro che il tempo è un elemento che può più o meno giovare alle fattispecie: focale saranno le prossime tappe e chissà poi se arriverà anche lo snodo della sentenza Iannone… altra tematica che, contrattualmente sta tenendo incatenata Aprilia, accerchiata da svariate posizioni difficili e da bilanciare con estrema delicatezza e correttezza: da un lato un contratto in essere con un pilota solo “potenzialmente sospeso”, dall’altro un mercato piloti che è già in movimento da tempo.

Benone, anzi, malino. Sicché, cosa fare in casi come questo? Ecco il parere dell'Avvocato: "In questa situazione, le possibilità non sono molte: o si attende la sentenza, oppure si trova un percorso di risoluzione bonaria del contratto. I contratti infatti possono per lo più terminare per naturale scadenza, per risoluzione dovuta ad inadempimento di una delle parti, oppure se ed ove espressamente previsto ed indicato nella scrittura stessa, oppure a seguito di volontà consensuale”.

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