Al netto degli acquisti dei tecnici di Ohlins la mano importante allo sviluppo della V4 austriaca la sta dando un certo Dani Pedrosa.

Il pilota di Sabadell, arrivato pochi mesi dopo l’uscita dal team Honda e la scelta di ritirarsi dal ruolo di pilota titolare in MotoGP, sta dando un contributo importantissimo ai tecnici di Mattighofen per dare in mano a Binder e Pol Espargarò ma anche ad Oliveira e Lecuona una moto in grado di lottare costantemente per la top 10.

L’exploit di Binder a Brno è frutto sia del talento del sudafricano che del lavoro certosino da parte di Dani per focalizzarsi sulle aree forti della moto e smussare quei problemi che ha ancora la RC16 prima di diventare una moto completa e lottare costantemente per il podio ed anche qualche vittoria.

Il messaggio social 


“Emocionado y feliz por esta primera victoria de KTM y Brad Binder en MotoGP! Enhorabuena! P1!” che tradotto significa “Emozionato e felice per la prima vittoria di KTM e Brad Binder in MotoGP! Congratulazioni! P1” aveva twittato Dani subito dopo la fine della gara di domenica, segno di quanto sia importante lo spagnolo per il progetto e quanto male abbia fatto HRC a lasciarlo andare via senza considerarlo tra i tester. 

Quello di Pedrosa è forse il miglior acquisto possibile per KTM che, dopo 4 anni in MotoGP ed un solo podio (Espargarò a Valencia 2018 in condizioni particolari), sta cominciando a raccogliere i frutti di quello che ha seminato, a cominciare dagli uomini chiave nei posti giusti ed una concentrazione maniacale solo sul progetto MotoGP. 

Il lavoro certosino


Il vero lavoro da tester di Dani è iniziato a giugno 2019 nella sua Barcellona dopo una operazione alla spalla che lo ha tenuto fuori per tutto l’inverno 2018 e la prima parte del 2019. Da allora ha iniziato a macinare tanti km facendo un lavoro di confronto tra le moto factory e quelle clienti Tech3, per capire dove intervenire per migliorare entrambe le RC16. 

Ieri il “Piccolo Samurai” era in pista con tutto il team a Brno per preparare la doppia gara sulla pista di casa del RedBull Ring, terreno ideale per un’altra impresa come domenica in Repubblica Ceca come Binder.

Era solo questione di tempo ed un tester ad hoc come Pedrosa per vedere “sbocciare” il fiore KTM dopo tanti sacrifici fatti nei tre anni precedenti l’arrivo del rider di Sabadell.

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