Dopo gli scarsi risultati nel Gp di Jerez 2, la Ducati, soprattutto con Andrea Dovizioso, era chiamata a fare bene a Brno: un circuito non proprio facilissimo e soprattutto tosto in termini di aderenza delle gomme ma che nel 2019 aveva regalato il secondo posto proprio al Dovi.

In Repubblica Ceca un gradino del podio è stato conquistato da Ducati, ma si è trattato della Desmosedici del team Avintia guidata da Johann Zarco dove è stato proprio il pilota a fare la differenza per la sua guida morbida e rotonda. Per il team Ducati ufficiale, invece, è stata un'ecatombe.

Cosa ci sarà da aspettarsi dalla Casa di Borgo Panigale, quindi, nei due GP in Austria?

Quest'anno riusciranno a farcela?


Su una pista dove il forlivese non è mai andato più in là del terzo gradino del podio, conquistando due vittorie (2017 e 2019), dove è riuscito a vincere Andrea Iannone nel 2016 e Jorge Lorenzo nel 2018, insomma, per intenderci sempre la Ducati, quest'anno l'impresa austriaca riuscirà ancora oppure no?

Se sulla carta la Desmosedici è la moto più adatta al tracciato del Red Bull Ring da quando è entrato in calendario nel 2016, a vedere i risultati e le condizioni del team in questo preciso momento verrebbe quasi da dire che “no”, in Austria sarà più facile vedere una KTM al comando piuttosto che una Ducati.

Gestione piloti: tutto da rivedere


Tutto ciò è quasi sicuramente dovuto a quanto sta accadendo (ancora una volta) a Borgo Panigale nella gestione dei suoi piloti. Se a Danilo Petrucci in questo 2020 non è stata data neppure una chance ed è stato messo al palo prima ancora che iniziasse il campionato (Miller prenderà il suo posto nel 2021), Andrea Dovizioso è in bilico tra la possibilità di restare in Ducati o, anche, ritirarsi dal Motomondiale (quali alternative avrebbe?).

Scelta non sua, ma che dipende da ciò che deciderà Ducati sul suo futuro: come sempre la mala gestione dei piloti con voci che danno il ritorno di Jorge Lorenzo o l'arrivo di Francesco Bagnaia al team ufficiale al posto del Dovi, il morale per il forlivese è davvero sotto ai piedi.

Non ci sono più scuse


L'Austria è quindi l'ultima chiamata: “o bere o affogare”. Si dice così.

Speriamo che Dovizioso riesca a riemergere dall'abisso nel quale sembra essere sprofondato, stessa cosa per Danilo Petrucci che, anche se il prossimo anno lascerà il team, potrebbe almeno dimostrare “cosa si perdono ad averlo lasciato andare via”.

La doppietta austriaca è dietro l'angolo, se anche questa volta non andrà, in Ducati avranno perso l'ennesima occasione e per il campionato le possibilità diventeranno molto remote.

Una volta parlavano di un Marc Marquez imbattibile, ma visto che lui è assente, quale sarà la prossima scusa?