Negli ultimi sette anni Marc Marquez ha conquistato sei titoli iridati in MotoGP grazie ad un eccezionale feeling che da subito ha avuto con la Honda RC213V e nessuno alla guida di questo mezzo riesce a fare, ad oggi, quello che fa lui. A parlare di questo è stato Chicho Lorenzo, padre e mentore del figlio Jorge, che sul suo canale Youtube ha dato la sua opinione, partendo dall’inizio, da quando lo spagnolo è approdato nel team Repsol Honda.

MotoGP: Honda in burrasca, tra liti e nessuno che riesce a guidare la RC213V

Era il 2013


Campione in carica della Moto2, il pilota di Cervera si affacciava nella top class, dove da subito riuscì a capire la moto, vincendo la prima gara al secondo GP. Lorenzo Senior racconta: “Quando Marquez è arrivato in Honda la moto era stata sviluppata da Dani Pedrosa ed era una moto facile da guidare. Ottenendo più risultati di Pedrosa gli ingegneri hanno iniziato a seguire le sue indicazioni, e lui ha uno stile di guida più fisico e aggressivo. La moto così ha cambiato personalità e la prima vittima è stata Pedrosa; la seconda è stato Lorenzo che non è stato capace di capire la moto, soprattutto non trovava il modo di avere fiducia con l’anteriore. Non andava solo piano, poi sono arrivati anche gli infortuni e alla fine si è arreso quando Honda aveva già iniziato a sviluppare la moto nella sua direzione per avere una moto più facile”.

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Il Marziano


Ma non si tratta solo delle buone sensazioni alla guida della moto: “Una delle maggiori virtù di Marquez è la sua capacità di adattarsi. È competitivo nella maggior parte dei circuiti, non ha punti deboli. È capace di adattarsi a ciascun circuito, a qualunque curva e a qualunque circostanza. Ed è capace anche ad adattarsi ai problemi che sorgono nella moto, per esempio con le gomme, guardate la differenza che c’è tra lui e le Ducati ufficiali”.

Il successo è frutto di un grande lavoro dietro le quinte, anche sul fisico: Marquez ha dovuto lavorare molto sulla muscolatura, è praticamente un culturista. Con la sua forza e il suo stile di guida riesce a far fare alla moto quello che vuole”.

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