La MotoGP si prepara ad entrare nell’era delle comunicazioni radio tra box e pilota. A sperimentare un primo prototipo è stato Stefan Bradl, che nelle libere di venerdì mattina ha portato in pista nel suo casco un sistema simile a quello utilizzato in Formula 1, che permette al pilota di recepire meglio i messaggi dal box in tema di penalità, bandiere gialle e pericoli in pista.

MotoGP Misano, Rossi: “Proveremo a lottare per il podio”

Bradl si è sottoposto volentieri a questa prova che poi verrà estesa ad altri piloti nel test di martedì prossimo prima della seconda gara di Misano. Il tedesco a fine prova ha dichiarato: “Mi hanno chiesto di provare un nuovo collegamento radio. Si tratta di una misura di sicurezza: per esempio, in caso di incidente non è sempre facile notare le bandiere gialle. È simile a quello della F1, è un collegamento con la Direzione Gara per ricevere notizie, avvisi… Siamo all’inizio, ma per me sarebbe un bel passo avanti. Dobbiamo però migliorare: noi muoviamo molto di più la testa rispetto ai piloti di F1, oltre ad avvertire rumori diversi. Ma abbiamo già qualche idea e possiamo progredire rapidamente”.

Il primo a voler portare avanti questa iniziativa è stato nientemeno che Carlos Ezpeleta, il figlio di Carmelo e Sporting Director della MotoGP, che ha spiegato in una lunga intervista al sito della MotoGP come l’idea gli sia venuta subito dopo i fatti dell’Austria. 

“Il focus nella Safety Commission è la visibilità delle bandiere”


Carlos Ezpeleta ha spiegato come si sia arrivati all’idea di riproporre il sistema di comunicazioni radio, già provato in passato e poi accantonato: “In Safety Commission, IRTA e Dorna lavoriamo a stretto contatto con i piloti ed il focus di quest’anno è la visibilità non solo delle bandiere gialle, ma di tutte le bandiere e dopo gli incidenti in Austria abbiamo chiesto ai piloti di provare il sistema di comunicazioni radio. In passato era già stato provato da alcuni piloti, che però avevano detto che disturbava e quindi l’abbiamo accantonato. Ora la tecnologia è cambiata e abbiamo deciso di dargli un’altra chance”.

Stefan si è sottoposto generosamente alla prova - aggiunge Ezpeleta - il test è andato abbastanza bene, ma era un test preliminare per vedere cosa va migliorato in futuro. Chiaramente è un prototipo, il sistema e gli auricolari sono al primo step di evoluzione e verranno migliorati”.

Su chi utilizzerà e come verrà utilizzato questo sistema, Ezpeleta ha spiegato: “Verrà utilizzato inizialmente dalla Race Direction per mandare messaggi pre registrati ai piloti su bandiere e penalità. In futuro, se team e piloti saranno d’accordo, lo estenderemo alle comunicazioni tra team e piloti e viceversa”.

Siamo contenti di questo primo test con Stefan - ha spiegato lo Sporting Director della MotoGP - l’idea è quella di estendere il test a tutta la MotoGP nella giornata di martedì, qui a Misano. Stiamo lavorando per presentare qualcosa al più presto per le prossime stagioni”.

A precise domande sui progetti futuri in materia di sicurezza, Ezpeleta dice: “Con la tecnologia che abbiamo, lavoriamo in diverse situazioni con i piloti. Stiamo lavorando con la FIM ed i circuiti per avere anche i pannelli led, ed è un’altra opzione per dare sempre più informazioni ai piloti”.

E’ una sfida - aggiunge Ezpeleta spiegando perché è stato accantonato in passato il progetto - in passato l’abbiamo accantonato per i rumori ed i movimenti del pilota. E’ comunque una sfida essere in grado di comunicare con il pilota che ovviamente si muove ed ha in testa anche i rumori della moto. Il sistema è nella tuta e deve essere connesso alla moto. Anche se non è facile avere un sistema come quello della Formula 1, con il pilota in grado di comunicare al box, riusciremo in qualche modo ad avere un buon sistema”.

MotoE, Misano: Ferrari vince e recupera in Campionato