E’ un Franco Morbidelli ancora incredulo quello che si presenta al parco chiuso per le interviste di rito nel dopo gara. Il pilota del team Petronas ha centrato la prima vittoria in carriera in MotoGP con una gara perfetta, sempre in testa dal primo all’ultimo giro. 

Giornata storica per il team Petronas: dopo la vittoria in Moto3 con McPhee ed il quarto posto di Vierge in Moto2 arriva un’altra vittoria in MotoGP, ad opera dell’italo-brasiliano Morbidelli.

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“E’ una bella sensazione”


Morbidelli ancora non crede a quello che ha fatto in questa prima gara di Misano. “Per ora mi godo il momento.” sono le prime parole pronunciare da Franco ai microfoni di Sky.

Posso solo ringraziare la squadra” – prosegue l’italo-brasiliano parlando del lavoro svolto nel weekend – “tutte le persone che lavorano con me e mi aiutano da tempo. Negli ultimi giri pensavo a 7 anni fa quando ero qui per il Campionato Italiano Superstock, avevo vinto. La sensazione è la stessa ma decisamente più amplificata. Sono sopraffato dalle emozioni”. 

Ho sempre sognato di vincere una gara in MotoGP - le sue parole in parco chiuso subito dopo essere sceso dalla sua Yamaha - ma è stata una cosa che non mi ha mai ossessionato. Ho sempre guardato allo step successivo e questo weekend quello step successivo era la vittoria.” 

Morbidelli spiega poi il lavoro fatto nel weekend per arrivare a questo risultato: “Abbiamo lavorato in ottica gara cercando di mettere a posto ogni dettaglio. In gara mi sentivo bene, a postissimo, riuscivo a fare le mie linee guidando in maniera fluida e costante. Giravo sempre in 33 di passo”.

L’alfiere del team Petronas parla dell’evoluzione della gara: “I primi giri ero con Vale che mi metteva una gran pressione e mi sentivo un po’ con il forcone nel didietro. Gli ultimi 10 giri erano una seduta psicologica”.

Un pensiero va alla carriera e a chi lo ha aiutato ad essere qui: “Solo 7 anni fa ero nel Campionato Italiano Superstock. E’stata una carriera, fino ad adesso, molto corta e molto ripida e se sono qui lo devo alla VR46, a tutte le persone che hanno lavorato con me, grazie alla mia famiglia, alla mia ragazza, alla famiglia della mia ragazza, a mia mamma. Se è stato così è perché loro hanno fatto un grande lavoro con me, credendo in me, spingendomi al massimo in ogni momento.” 

Poi una dedica speciale al papà scomparso nel 2013: “Questa va anche a lui, mi ha dato una grande mano. Mi ha insegnato ad essere forte e coriaceo”.

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