Ciò che non si discute è che la Desmosedici di Dall’Igna sia una moto vincente, come testimonia il fatto che tutti i piloti che hanno corso con il team ufficiale dall'inserimento di Gigi nel Reparto Corse hanno vinto almeno un GP. Iannone vinse il GP d'Austria nel 2016, Dovizioso ha vinto 12 volte, Lorenzo ha vinto al Mugello, al Montmelo e in Austria nel 2018 e Petrucci al Mugello, lo scorso anno. E come sapete, sono tutti piloti con un differente stile di guida.

Prima che diciate che vincere delle gare è una cosa e il campionato un'altra, come che la moto può essere particolarmente efficace su certe piste ma meno efficiente su altre, vi dirò che le moto Dall'Igna hanno vinto in Qatar, a Brno, a Valencia, al Mugello, al Montmeló, in Austria, a Motegi, a Misano, a Sepang e a Silverstone, e hanno agguantato la pole ad Assen e Aragon. Vale a dire che i numeri parlano di una Ducati competitiva su 13 dei 19 circuiti del Mondiale.

Nelle corse c'è un dato di fatto: i titoli si vincono vincendo gare e, dove non è possibile vincere, minimizzando i danni. Come mostrano le statistiche, la Ducati ha la possibilità di vincere su 12 dei 19 “teatri di battaglia” del campionato. Ciò dimostra certamente la competitività della moto.

Non metto in dubbio che la Desmosedici sia una moto con caratteristiche speciali, tra cui un “telaio rigido”, ma quale moto è perfetta? La Honda ha un avantreno critico, il motore Yamaha è lento come quello Suzuki, e così via. Voglio dire che la moto perfetta non esiste; hanno tutte i loro pro e contro. E infine voglio ricordarvi due cose:

La prima è che Jorge Lorenzo ha dovuto reimparare a guidare una MotoGP quando è arrivato nel garage Ducati nel 2017. Parlando con suo padre, mi ha spiegato quanto è stato complicato per lui e come sia dovuto andare contro il suo naturale stile di guida per adadattarsi e riuscirci.

La seconda cosa riguarda ciò che è successo in Australia nel 2018. Phillip Island è stato l'appuntamento più difficile del calendario per la Ducati e fino a due stagini fa Dovizioso, arrivato lì, si è sempre rassegnato a fare "il meglio possibile". Ma ricordate come un certo Bautista abbia fatto volare Andrea a Phillip Island, portandolo a chiudere sul podio? A volte devi spingerti oltre i tuoi limiti e lasciare la tua comfort zone, soprattutto se vuoi diventare Campione del Mondo.