Andrea Dovizioso non è la persona più felice di questo mondo in questo momento, nonostante sia al comando della classifica Mondiale. Le prestazioni offerte in queste gare non rispecchiano il valore della moto, in relazione a come sta lavorando il team Pramac.

Dovi, ai microfoni di Sky nel post gara, cerca di analizzare una situazione difficile, sdrammatizzando e cercando di guardare alla prossima gara, tra una settimana a Barcellona.

Manca il passo


Andrea Dovizioso sembra quasi rassegnato alla situazione tecnica che sta vivendo all’interno del team Ducati ufficiale. Il pilota di Forlì sembra addirittura aver perso lo smalto di due anni fa, è come se l’assenza di Marquez lo avesse privato di ogni stimolo. È ancora primo in campionato, con 1 solo punto su Quartararo e Vinales, ma la sensazione è che né lui né Ducati stiano facendo i passi giusti per vincere questo titolo, che manca dal 2007.

Lavoriamo forte, lavoriamo tanto, ma facciamo fatica a modificare certi piccoli dettagli - sono le prime parole di Dovizioso a Sky - oggi la gara è stata un disastro. Al primo giro ho perso posizioni per manovre di altri piloti, poi ho visto alla 10 che qualcuno è caduto, ho dovuto tirare la staccata e ho perso altre posizioni. Ero veramente indietro e non avevo il passo per recuperare”.

Sul passo gara di oggi, Dovizioso fa un raffronto con Pecco e dice: “Non ho fatto un passo esagerato ma mi sentivo meglio rispetto a domenica scorsa. Se fossi partito più avanti avrei fatto un passo migliore ma non in linea a quello di Pecco, Pecco sta sfruttando le gomme meglio di tutti i piloti Ducati”.

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A precisa domanda sulle motivazioni e l’approccio alla gara il forlivese risponde: “Io come approccio sono ben focalizzato, che poi quello che ci succede intorno ci può condizionare quello è vero. L’approccio è quello di dare il massimo, dobbiamo riuscire a modificare in pista certe cose e non ce la stiamo facendo. E’ un campionato ancora più strano rispetto agli ultimi anni, quando parti dietro poi recuperare è difficile”.

Ritornando sull’argomento passo gara, Dovizioso prosegue dicendo: “Analizzando i tempi a metà gara facevo dei 33”0/32”9 rispetto ai 32”4/32”5 di quelli davanti nei primi giri che poi si sono alzati a 32”9/33”0 a fine gara. Significa che noi non riusciamo ad andare forte quando c’è più potenziale di gomma. Quando ho fatto 32”9 la gomma era messa benissimo, a conferma che non abbiamo la situazione in mano”.

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"I miei punti di forza degli ultimi tre anni non funzionano più"


Ci sono dei lati positivi in questa situazione - prosegue Dovi - però è normale che quando non ti senti veloce, non hai tra le mani una situazione da poter gestire. Se sei più lento non è una questione di crederci. Se ci avessi creduto avrei vinto entrambe le gare”.

Rispondendo a una provocazione sulle similitudini con il 2017, Dovizioso aggiunge: “Un po’ spinta come cosa ma più o meno è così. Sono primo in campionato, ma anche andando piano orto a casa risultati. E’ una situazione un po’ diversa, Jorge nel 2017 di risultati non ne portava a casa. Pecco è l’unico che è riuscito ad adeguarsi alle gomme, gli altri piloti Ducati sono in linea con me e spesso vanno più piano o sono dietro”.

Guardando i dati si capisce benissimo come guida e dove guadagna - prosegue parlando di Pecco e la situazione gomme - i miei punti di forza degli ultimi tre anni non funzionano più ed è esattamente l’opposto. Negli ultimi tre anni ci siamo mossi nella direzione di sfruttare sempre di più il davanti per frenare perché dietro non aveva tanto grip. Quest’anno ci troviamo con una gomma che ha molto più grip dietro soprattutto in fase di frenata e di conseguenza non bisogna esagerare dietro e metterla tanto di traverso”.

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