Alex Rins era partito forte nel debutto stagionale di Jerez, ma l'infortunio patito ha rallentato l'ascesa del portacolori Suzuki, alle prese con intervento chirurgico, recupero e forma fisica da ripristinare. Il podio ottenuto al Montmelò ha per lui un sapore speciale, poiché il primo stagionale, colto nella pista di casa.

Alex è catalano e Barcellona gli ha sorriso: "Sono molto emozionato, perché è stato bello arrivare a podio - la soddisfazione del numero 42 - dato che ci sono riuscito dopo tante sofferenze. La Suzuki c'è, l'infortunio rimediato alla spalla in quel di Jerez mi ha condizionato parecchio, ho faticato in sella e mica poco. Però sono felicissimo, dedico il terzo posto a Luis Salom, scomparso ma sempre presente tra noi".

Si parla di rivalità aspra tra lui e Joan Mir, arrembante maiorchino, oggi secondo in classifica. Rins glissa: "Appena ho avuto il tempo, mi sono messo a vedere come lavora il team e Mir stesso. Tra me e Joan c'è tanta rivalità, ma è normale che sia così. Il primo avversario da battere è il compagno di squadra, lui l'anno scorso era un rookie e ha lavorato tanto per arrivare in alto. Io e Mir siamo allo stesso livello e siamo contenti del nostro operato".

Team Suzuki MotoGP, morale alto per Alex Rins


Cosa hanno fatto i ragazzi del team Ecstar per tenere alto il morale di Rins? Lo spiega Alex: "Questo sport non è il calcio, il motociclismo è un altro affare, infatti, di là giocano in 11, qui abbiamo un solo pilota per organico - le parole descrivono come nel calcio la panchina sia lunga, nelle moto per nulla - Gli uomini Suzuki sono rimasti loro stessi, insieme abbiamo lavorato e sorriso, a testa alta. Stiamo lottando per la vittoria, non posso che ringraziare tutti".

Dove non vede l'ora di correre Alex, tra i restanti circuiti ove la MotoGP approderà? L'insidia apparente è una sola: "Ad Aragon sono sempre andato forte, mi piacciono anche Valencia e Portimao. L'unico posto per me così così è Le Mans, ma anche lì proverò ad andare forte, nonostante avessimo sofferto nel passato. Vedremo, faremo del nostro meglio. L'infortunio alla spalla mi ha rallentato, perché la mia testa crede che io sia al 100%, invece, dopo quattro o cinque giri mi ritrovo con la lingua fuori, tanta è la fatica. Però, reagisco e ci metto tutta la mia forza".

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