Andrea Iannone, dopo un lungo silenzio, è tornato a parlare del “caso doping” che lo ha coinvolto. Per farlo ha scelto la sede di LaPresse a Milano dove questa mattina ha indetto una conferenza stampa. Presenti all'incontro anche l'avvocato De Rensis e l'Amministratore Delegato Aprilia Massimo Rivola.

"I giorni difficili mi hanno maturato”


Il pilota di Vasto, trovato positivo al doping il 3 novembre 2019, sarebbe stato condannato a 18 mesi di squalifica per aver assunto accidentalmente il drostanolone attraverso contaminazione alimentare. Iannone ha però deciso di fare ricorso al TAS e dopo una lunghissima attesa, giovedì 15 ottobre, si terrà il procedimento di appello con una sentenza che dovrebbe essere immediata.
“E' la vigilia del giorno più importante della mia vita ha detto in conferenza stampa – non me lo sarei mai aspettato. I giorni difficili mi hanno fatto maturare, sto soffrendo ma ho imparato molto. Dico sempre che bisogna imparare ad apprezzare ciò che si ha. Del resto sono sempre andato in moto, fin dalla nascita...togliermi questo? Non lo augurerei a nessuno. Se non si prova cosa voglia dire non si capisce. Quello che vogliamo è portare alla luce la verità e tornare in moto. Aprilia in questo mi ha sempre aspettato. Da parte mia seguo ogni weekend, sono lì e sogno di tornare”.

“Ho rifiutato altri lavori”


La curiosità dei giornalisti si è riversata poi su quanto ha fatto Andrea in questo periodo. Lontano dai circuiti e in religioso silenzio sul caso doping: Ho rifiutato altri lavori che potevano essere interessanti per me, - ha proseguito - ho continuato ad allenarsi e sono più in forma che mai, perchè voglio tornare in sella all'Aprilia, sono convinto di poter fare bene. Con Aprilia ho un rapporto speciale, condivido con loro un percorso stimolante e con Rivola ho un rapporto speciale. Per questo sono grato a Massimo e a tutto il gruppo, così come ai giornalisti”.

Le parole di Rivola


A conclusione dell'incontro con la stampa è stato anche l'AD Aprilia a parlare: “Il nostro supporto a Iannone è totale – ha concluso Massimo Rivolanoi siamo fermamente convinti della sua parola. A Phillip Island ci ha insegnato che ce la possiamo fare, oggi più che mai, non possiamo mollare. Da parte mia ho letto tutte le carte, se avessi intravisto colpe non mi sarei presentato”.