Joan Mir non è più una sorpresa oramai, e non lo è nemmeno il fatto che arrivi al GP di Teruel da primo della classe. Lo spagnolo infatti sta mostrando una velocità ed una solidità fuori dal comune, che gli hanno permesso gara dopo gara di diventare uno dei top rider della categoria.

“La pressione è la stessa di prima - racconta Mir - dato che essere davanti o dietro di pochi punti cambia poco. Quello che conta è sfruttare il potenziale della moto gara dopo gara: questa è stata la mia strategia finora, e non voglio cambiarla. Se domenica sarò in grado di lottare per la vittoria lo farò, in caso contrario cercherò perlomeno di salire sul podio, per poi vedere come sarà la classifica”.

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“Merito la prima vittoria, non penso agli ordini di scuderia”


Quello che manca al momento a Mir è la vittoria, in un campionato che ha visto finora ben otto vincitori diversi. “Spero di essere io il prossimo vincitore. Penso di meritarlo, così come la squadra, e se non sarà possibile farlo domenica ci proverò nelle prossime gare”.

Ad ogni modo l’obiettivo primario resta il titolo, per il quale Mir potrebbe trovare un alleato in Alex Rins, suo compagno in Suzuki.“Se dovessi scommettere un milione sul vincitore del mondiale, perlomeno punterei su di me. Ordini di scuderia? Non ha senso parlarne al momento, visto che Alex ha ancora delle chance di vincere il titolo”.

Tornando all’attualità, ad attendere Mir c’è un’altra volta il Motorland, cosa che al numero 36 non dispiace affatto.

“Aragon mi è sempre piaciuta come pista, quindi non vedo l’ora di ricominciare a girare. Abbiamo avuto qualche problema sul finale della prima gara, e sarà importante capire al più presto la ragione. Probabilmente saremo tutti più veloci in questo weekend, dato che abbiamo più informazioni a disposizione, quindi mi aspetto una gara interessante”.

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“Il Covid mi preoccupa, le Honda no”


Mir prospetta una corsa con tanti protagonisti, a testimonianza del fatto che i protagonisti non manchino in questa stagione, nonostante la defezione del Campione in Carica.Non credo manchino i riferimenti in pista, dato che ci siano tanti piloti veloci. Con Marc in pista forse le cose sarebbero state diverse, ma ora non c’è ed è questo ciò che conta. Le Honda? Non mi spaventano particolarmente al momento”.

Ciò che spaventa più di tutto lo spagnolo è l’emergenza Coronavirus, che continua ad aleggiare maligna sul campionato in corso.

“Sono molto preoccupato, perché parliamo di qualcosa difficile da controllare. Dopo questa gara andrò a casa, e non pensò che vorrò uscire. Il fatto che le cose stiano peggiorando è difficile da accettare: la cosa più importante è non perdere delle gare”.

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