Doppio appuntamento al Motorland di Aragòn ed emozioni moltiplicate al quadrato. La lotta per il titolo della MotoGP si sta stringendo, assottigliando i limiti in pista ed i confini tra fare bene o rimediare una disfatta. Lo dimostra il team STR Petronas, capace di vincere con Morbidelli e - contestualmente - fare male con Quartararo. Mentre Franco conquistava il uo secondo Gran Premio 2020, Fabio tribolava a centro classifica. Sul podio Rins e Mir, il duo più completo della griglia.

Binder, Miller, Nakagami e Marquez salutano la compagnia anzitempo


Il semaforo si è spento e, in soli pochi metri, abbiamo perso tre protagonisti: nel contatto tra KTM e Ducati, sono andati giù Brad Binder e Jack Miller - errore del sudafricano - poco più in là si è steso - per i fatti suoi - Takaaki Nakagami, che ha sprecato la pole position conquistata.

Dalla seconda casella, Morbidelli aveva perso allo start qualche posizioni, però recuperata immediatamente. Sorpassi decisivi e fuga micidiale, quella dell'italo - brasileiro, che ha fatto montare sulla sua Yamaha M1 un set di gomme così composto: morbida davanti e morbida dietro. 

Insomma, tutto "soft" per il Morbido, che ha guidato alla Jorge Lorenzo ai tempi dei tre diapason: vellutato, preciso, infallibile. Proprio come lo stesso numero 21 aveva fatto a Misano, vincendo: "Sapevo che avrei dovuto dar il massimo - le sue parole - ce l'ho fatta e... mi sono pure divertito". Alle sue spalle, nessuno ha mantenuto il medesimo passo. Rins ha alzato bandiera bianca, Alex Marquez è caduto, Mir non ha fatto meglio del terzo posto.

Ducati, titolo addio? Il migliore è Zarco, Dovi si è visto poco (e male)


Con Danilo Petrucci solo decimo, l'incidente di Miller ed il ritiro di Bagnaia, solo Zarco ha tenuto alto l'onore Ducati a Teruel. Johann ha lottato per il podio, poi ha perso grip e posizioni. La prima punta - teorica - Rossa sarebbe Dovizioso che, dopo aver subito il sorpasso da un arrembante ma ritiratosi Aleix Espargarò - causa Aprilia in panne - ha navigato.

Navigato lento, beninteso. Basti guardare l'ordine di arrivo. Maverick Vinales è giunto settimo, incapace di contenere le furiose KTM di Pol Espargarò e Miguel Oliveira. Meglio del Dovi hanno fatto in tanti, tra cui un Cal Crutchlow in direzione pensionamento, Iker Lecuona da super rookie ed il collaudatore HRC, Stefan Bradl. Addio titolo?

Tutto ancora aperto ma non per tutti


La classifica dice così: Joan Mir primo con 137 punti, poi ci sono Fabio Quartararo con 123, Maverick Vinales a quota 118, Franco Morbidelli ne ha 112. La posta in palio prevede ancora tre appuntamenti, così suddivisi: la doppia sfida di Valencia, il finale di Portimao.

Considerando 75 punti massimi da assegnare, Andrea Dovizioso non sarebbe tagliato fuori ma, se correrà come abbiamo visto oggi, sarà impossibile per lui cogliere la posta più ambita. Il numero 04 conta 109 punti, Alex Rins ne ha 4 in meno, però, il catalano Suzuki appare più in forma dell'italiano.