Nonostante la grande minaccia del Coronavirus, finora i protocolli sanitari messi in atto nel Mondiale sono serviti a far sì che tutte le undici gare si potessero svolgere senza problemi (leggete qui le ultime dichiarazioni di Carmelo Ezpeleta). La carovana è composta da circa 1500 persone e si possono contare sulle dita di due mani quelle che sono risultate positive, segno che tutto ha funzionato a dovere.

Ma ora Dorna e IRTA si sono dette deluse dall’aver appreso che tra la prima e la seconda gara di Aragon, tanti tra piloti e lavoratori del paddock, hanno deciso di tornare a casa o di alloggiare in complessi turistici.

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Attenzione


Secondo IRTA, l’associazione dei team, che include anche i principali fornitori tecnici e sponsor, il paddock si sta rilassando in maniera allarmante e questo potrebbe compromettere la sicurezza del campionato in vista delle ultime tre gare. Questa preoccupazione si è tradotta in una lettera che la stessa associazione ha mandato ai team per chiedere di avere la stessa attenzione dell’inizio per non compromettere il finale di stagione. Tanto che IRTA sostiene che gli unici contagi avuti nel paddock sono avvenuti fuori dalla bolla creata dai protocolli sanitari.

 

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L'ultimo sforzo


Dopo questa tirata d’orecchi per mettere tutti sull’attenti, il giornale spagnolo Marca sostiene che il campionato si stia organizzando per garantire voli charter specifici per i membri della MotoGP, dall’aeroporto di Valencia e quello di Faro, quando si dovrà raggiungere il Portogallo in vista dell’ultimo appuntamento stagionale, a Portimao. Inoltre si chiede esplicitamente alle squadre di non uscire per nessun motivo dall’hotel tra le due gare di Valencia, per evitare così ogni possibilità di contagio.

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