GP Europa: debutto a "scatola chiusa" per Gerloff nel venerdì di Valencia

GP Europa: debutto a "scatola chiusa" per Gerloff nel venerdì di Valencia© GPAgency

Yamaha ha comunicato che Valentino sarà sottoposto ad un ulteriore controllo relativo al Covid-19. Nel frattempo, sulla M1 ufficiale girerà il texano, che arriva dalla SBK e deve conoscere tutto: moto, pista, gomme, freni, avversari

6 novembre 2020

Garrett Gerloff, pilota e ragazzo che abbiamo imparato a conoscere, debutterà in MotoGP con la Yamaha di Valentino Rossi, che attende l'esito negativo del secondo tampone, relativo al Covid-19. Per l’americano, top rider in SBK, non sarà un esordio facile. I motivi sono tanti, tocchiamo i basilari: pista, moto, gomme, freni, avversari. Tutto da conoscere e scoprire.

Al momento, sappiamo per certo che il texano disputerà per certo le due sessioni del venerdì, iniziando a prendere confidenza con la moto nelle FP1 della mattinata. In pochissimo tempo, lui dovrà, innanzitutto, acclimatarsi in un box dall’aria, come dire, “densa”, carica. Stiamo parlando del garage di un nove volte iridato che, in caso di negatività al test, rientrerà in azione.

Dall’altra parte c’è Maverick Vinales, mica Padre Pio. Ancora in lizza per il titolo, il catalano numero 12 avrà voglia e tempo di “aiutare” il neo compagno di squadra USA? Non ci crediamo nemmeno leggendolo nero su bianco, ma questa è una cosa da verificare. 

M1, una moto che vuole essere capita


Se le tiri il collo, non va. Se scendi troppo di giri con il motore, non va. Se guidi aggressivo, non va. Se sei “moscio” non va. Insomma, come deve essere portata al limite la M1 MotoGP? Per capirlo, occorrono chilometri in sella, tra i cordoli. Altro modo non c’è.

Appunto: Garrett avrà poco tempo, perché la prima cosa da fare sarà trovare posizione di seduta, semimanubri e tutto il resto. Poi, un assetto di base. Poi, forse, qualche ritocco di finitura. Il tutto, con l’incombenza di dover siglare cronologici interessanti. Gli avversari non lo staranno ad aspettare.

Michelin, gomme prototipo che fanno tribolare


Specialmente quest’anno, l’argomento pneumatici sta segnando la stagione MotoGP. Per alcuni piloti le coperture francesi vanno bene, per altri male. Anzi, no: adesso vanno ad uno bene e all’altro male. Insomma, che confusione, sono state tante le polemiche e le parole spese.

Gerloff, arrivando da Dunlop usate nel MotoAmerica, passato a Pirelli in SBK, come affronterà le gomme del Bibendum? Stesso discorso fatto per la moto: girando a più non posso, facendo attenzione a non esagerare, soprattutto in ingresso curva.

Freni in carbonio, eccezionali se belli caldi, disastrosi se freddi


Glielo avranno già detto: l’impianto frenante in carbonio funziona alla grande se raggiunge le temperature di esercizio ottimali. Cioè, un grande calore, ma non troppo, per il rischio di surriscaldamento. Anche in questo caso, l’americano dovrà fare diversi tentativi. Siamo certi che lui, come altri in precedenza, si accorgerà che se l’impianto è freddo, zero staccate al limite, anzi, ci sarà il rischio di lungo in frenata.

James Toseland, nel passaggio da SBK a MotoGP, disse:Maledizione, all’inizio mi sembrava di frenare a bordo di una Graziella, giro dopo giro mi si schiacciava la visiera del casco contro il naso. La staccata era così violenta, che ho dovuto riparametrare le mie abitudini”.

Dagli avversari, nessuno sconto: il discorso titolo è ancora aperto


Ricordiamo come GG salga sull’unica M1 che non abbia ancora vinto una gara 2020. Quella di Rossi. Incastrata tra altre Yamaha che si giocano la posta grossa. Quartararo, Vinales, Morbidelli. Loro, insieme a Mir con la Suzuki, vanno a Valencia per arrivare davanti nel Gran Premio ed in testa alla classifica finale. Il debuttante lo sa, ma qualcuno di Iwata gli avrà fatto il classico discorso “Divertiti, ma non ostacolare i tuoi compagni di marca”? Non lo sappiamo, però lo sospettiamo.

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