Finalmente, Joan Mir si è sbloccato. Già fortissimo in sella ed in vetta alla classifica, al maiorchino mancava “solo” il primo gradino del podio, quello più alto e più ambito.

Il Gran Premio di Europa rimarrà tra i più memorabili per Suzuki, in particolare se parliamo del numero 36, definitivamente entrato nell’Olimpo della Top Class:Adesso la vittoria è arrivata - le sue parole - si trattava di aspettare un po’, infatti, eccola! Sono contento del modo in cui ho vinto. So che questo successo poteva arrivare anche prima, magari senza sfortuna, come quella avuta in Austria. Però, questo successo è nostro e non è successo grazie agli errori altrui. Oggi eravamo più veloci e basta”.

Joan parla al plurale, ricordando menzionando il compagno di garage:“Alex aveva un bel passo - spiega - sapevo che avrei dovuto rischiare per superarlo. Quando ho visto che è andato lungo, ho afferrato l’attimo, poi ho spinto forte. Avevo due o tre decimi di velocità in più rispetto a Rins, che però faceva la seconda e la terza meglio di me, guadagnando qualche decimo, ma io ne avevo di più”.

In sella alla GSX-RR, il leader del mondiale sembra evoluto e pure maturato. Mir lo conferma:Sì, la mancanza di esperienza mi ha causato cadute e ritiri, lo scorso anno. Nel 2019 non riuscivo ad essere competitivo quanto oggi, poi ho iniziato a capirci qualcosa. Ho compreso come guidare la Suzuki, ho compreso che sulla MotoGP bisogna essere più dolci di quanto lo fossi prima. Io ero aggressivo e faticavo, ora molto meno”.

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