Davide Brivio è al settimo cielo, forse pure più in alto. Il manager brianzolo sta conducendo il team Ecstar a risultati eccezionali e, in ogni uscita, il suo cuore palpita, batte, corre, si agita:Mi sembra di sognare - la sua gioia, dopo la doppietta valenciana, - mi hanno riferito di un battito cardiaco di 120 battiti al minuto, ma so che una volta ho toccato quota 144. Stiamo andando forte. Tante cose le ho imparate con Valentino Rossi. Adesso il tutto gli torna contro".

"Questa è una stagione storica per Suzuki, con il doppio podio di oggi, abbiamo il record per la Casa di Hamamatsu in MotoGP. Siamo primi nel Mondiale, avvenimento che non si registrava dall’anno 2000 - ha continuato ai microfoni di Sky Sport MotoGP- . Dobbiamo essere orgogliosi di quanto stiamo facendo, speriamo di finire bene”.

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Di Guintoli e del test team quanto c'è in tutto questo?

Tutti sono importanti, Sylvain è molto bravo nel suo ruolo. Il test team seleziona il materiale, a noi arrivano i particolari ritenuti migliori. Se Guintoli ritiene che un telaio sia meglio di un altro, lo approva e poi i piloti lo usano. I commenti del francese collimano quasi sempre con quelli di Joan e Alex. Alla fine Mir e Rins compiono le proprie scelte, ovviamente, ma noi siamo contenti del lavoro fatto con Guintoli, il nostro obiettivo è continuare anche nel 2021. Avere solo due moto in pista è oggetto di lamentele dei nostri ingegneri, desiderosi di più dati, ma noi siamo una struttura piccola e ciò ci permette di rimanere concentrati nel nostro operato”.

Voi avete scelto Mir. Joan ha scelto voi?

In realtà, ci siamo scelti a vicenda. Parlando con il suo manager, sapevamo che Joan avesse una opzione Honda. Offerte a parte, chiesi al pilota quale moto volesse effettivamente guidare. Mir rispose chiaro: Suzuki. Lui voleva noi, noi volevamo il maiorchino. Il nostro è un matrimonio perfetto”.

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La GSX-RR ha aree deboli o è valida su tutti i tracciati?

Sento parlare di piste favorevoli alla Suzuki, in tanti dicono che le gomme Michelin siano a nostro vantaggio, ma... la verità è che noi, come l’anno scorso, anche quest’anno ci siamo adattati alle coperture fornite dalla Casa francese. Abbiamo fatto un lavoro ‘normale’, non si pensi a chissà che cosa. Solo a Le Mans eravamo in difficoltà, per il resto del campionato tutto bene. La mattinata di oggi, il primo turno fatto in condizioni di asciutto, i piloti erano soddisfatti ed hanno toccato poco gli assetti. Il merito è dei progettisti, degli ingegneri e dello staff Suzuki”.

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