Si è chiuso con una incolore ottava piazza il primo fine settimana valenciano di Andrea Dovizioso, il quale ha dovuto lottare non solo con gli avversari (e in parte con la sua Ducati), ma anche con il suo corpo. Il forlivese appare infatti spossato nel dopo gara, e conferma di essere tutt’altro che in perfetta forma.

“Non so sinceramente quale sia il problema. Venerdì e sabato ho avuto leggermente mal di testa e bruciore agli occhi, che si sono ripresentati più forte oggi a mezz’ora dalla partenza, infatti ho pensato 'Qui va a finire male'. Domani farò il test per il Covid, ma i sintomi non sembrano quelli: prima ho fatto il test antidoping, magari lo scoprono già da lì (ride ndr). Potrebbe essere più facilmente una normale influenza”.

Parlando invece della corsa odierna Andrea trova un piccolo lato positivo, rappresentato dalle buone cose messe in mostra sul finale.

“Mi aspettavo una gara peggiore viste le premesse, invece tutto sommato sono rimasto costante durante la gara, e sul finale ho fatto anche dei buoni tempi. Sono riuscito a guidare in maniera leggermente diversa negli ultimi giri, contrastando il calo delle gomme. Non posso essere contento ovviamente del risultato, ma questo è normale. La caduta di Marquez? Non ho sentito nulla per fortuna”.

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"Mir può giocarsela con Marquez"


Mentre Andrea lottava per le posizioni di rincalzo le Suzuki volavano verso il podio. Andrea riconosce i giusti meriti alla casa di Hamamatsu, che non sembra aver minimante patito le nuove gomme Michelin.

“E’ possibile che non si siano accorti della differenza perché per loro ha rappresentato un vantaggio. Senti maggiormente la differenza quando rappresenta uno svantaggio, ed è normale che sia così. La Suzuki mi sembra una moto nata bene, guidata da due ottimi piloti, in primis Mir che è riuscito a fare meglio di Rins e secondo me può giocarsela con Marquez. Negli ultimi due anni credo abbiano cambiato poco sulla moto, riuscendo a costruire un pacchetto molto valido”.

Le prestazioni della Suzuki e Mir hanno quasi azzerato le possibilità di titolo di Dovizioso, che conferma di aver già smesso di pensare all’iride, puntando ora il mirino su un altro obiettivo.

“Da prima a dopo questa gara cambia poco, dato che sono arrivato a Valencia con poca confidenza e me vado con la stessa sensazione, quindi il fatto che la matematica mi tenga in gioco non conta particolarmente. Quando hai così poche carte da giocarti è difficile essere euforico, ma dal secondo al sesto in classifica c’è poca distanza, quindi devo dare il massimo per giocarmela. Non sputo sopra una seconda o terza posizione in campionato: è difficile ma ci provo”.

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"Ho ancora il fuoco dentro"


Le difficoltà non mancano come detto, ed anche il prossimo appuntamento al Ricardo Tormo potrebbe non regalare soddisfazioni al numero 04.

“Il prossimo fine settimana sarà più normale, dato che probabilmente tutti potranno lavorare maggiormente sull’assetto. Personalmente vorrei partire dalle indicazioni degli ultimi giri di gara: di solito la seconda gara sulla stessa pista è difficile per noi, ma spero che lavorando la cosa possa cambiare”.

Meglio pensare al futuro dunque, che Dovizioso non immagina lontanamente lontano dalle due ruote, in pista o sulla terra.

“Non mi sento pronto a fare solo il tester, nonostante quest’anno abbia avuto poche volte delle belle sensazioni, che sono quello che serve ad un pilota per rendere. Non è bello non avere la possibilità di correre il prossimo anno, ma il fuoco dentro di me c’è ancora, tant’è che se non potrò correre qui lo farò nel cross. I piloti di norma non vogliono fare i tester, ed è il motivo per quale ho lavorato con il mio manager per trovare la miglior soluzione possibile”.

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