Takaaki Nakagami è l'unico nipponico impegnato in MotoGP e, specialmente ai dirigenti HRC, la cosa piace e pure parecchio. Il numero 30 non è un attaccante, però gode di un rendimento piuttosto regolare. la sua missione, oltre a sviluppare alcune evoluzioni per conto di Honda, consiste nel comunicare in lingua madre con gli ingegneri giapponesi, possibilmente centrando spesso la zona punti.

Traguardo che lui fa spesso e volentieri, come il quarto posto ottenuto settimana scorsa. Sulla stessa pista di Valencia, Taka vuole sfruttare l'esperienza di pochi giorni fa: "In questa stagione, nelle doppie gare sullo stesso circuito, siamo riusciti ad avere netti miglioramenti - spiega - adesso non dobbiamo cambiare strategia, vogliamo cominciare bene nel primo turno di prove libere, usando la moto con cui abbiamo corso settimana scorsa".

"Dovremo capire quali saranno le condizioni di meteo e pista, poi il feeling in sella, intervenendo su assetto ed elettronica. L'ultimo Gran Premio non è stato facile per noi, infatti, stavolta dovremo tenere in considerazione l'usura delle gomme, negli ultimi sei o sette giri avevo un buon grip, però noi cercheremo buone performance in tutte le sessioni. La nostra priorità è finire la gara. Se arriverà un podio, saremo ovviamente contenti. Se riesco a battere Pol Espargarò sarò ancora più felice, dato che in campionato siamo davvero vicini", ha aggiunto Takaaki

Sei quasi sempre in top ten, spesso nei migliori sei, ed in alcune occasioni ti davano favorito alla vittoria? Ti aspettavi questo rendimento?

"Il nostro mondiale non è cominciato benissimo, ed io mi dissi che ci fosse da cambiare qualcosa per la seconda gara. Mi sono detto di guardare i dati di Marc Marquez, perché lui sa trarre le prestazioni migliori dalla Honda RC213 V. Si è rivelato difficile capire come Marc guidasse questa moto, ho dovuto cambiare stile e passo dopo passo ho continuato a consultare i suoi dati. Paragono i suoi dati 2019 coi miei di oggi, perché sto usando la sua moto dell'anno scorso. Questo è stato il punto chiave. Mi sono reso conto che così facendo avevo un migliore feeling e guidavo più facilmente. Mi sono promesso di continuare in quel modo".

HRC sempre con Naka: "Suzuki la migliore? Mir e Rins hanno i loro meriti"


Come detto, Nakagami è giapponese. Un vantaggio considerevole quando bisogna comunicare con gli ingegneri della stessa nazione: "Ho avuto un ottimo sostegno da Honda e dagli ingegneri HRC. In ogni sessione mi sono sempre vicini. Non abbiamo ancora centrato un podio, abbiamo fatto progressi, ma non molliamo mai. Senza demoralizzarci andiamo avanti, impegnandoci forte. Il nostro obiettivo è progredire con costanza".

Che ne pensi della Suzuki e dei suoi piloti?

"Guardandola da fuori, non so dire se Mir e Rins abbiano la moto migliore. Non voglio dire questo, perché tutti i costruttori hanno un grande potenziale. Il mio pensiero è che sia Joan che Alex abbiano offerto grandi performance. Per esempio, Marc Marquez ha vinto l'anno scorso, però in molti hanno detto che la Honda non fosse facile, anzi, il merito era dello spagnolo. Sicché non penso che la GSX-RR sia solo una buona moto, ritengo che i piloti abbiano fatto un lavoro fantastico".

Dunlop continua con Moto3 e Moto2 almeno sino al 2023