Dopo l’annuncio di Cal Crutchlow come test rider Yamaha per l’anno prossimo, Lin Jarvis, Manager della Casa dei Tre Diapason, in una lunga intervista post libere del venerdì, ha spiegato le ragioni dietro l’ingaggio dell’inglese per sostituire Jorge Lorenzo.

Jarvis nella sua intervista ha toccato anche il tema di Andrea Dovizioso, contattato anche lui per il ruolo di tester prima che il forlivese prendesse la sua decisione di fermarsi per un anno in attese di progetti validi per il 2022.

“Vogliamo migliorare il test team”


Lin Jarvis ha parlato chiaro, migliorare il test team di Yamaha! E per farlo ha chiuso con Cal Crutchlow che lascia la Honda dopo 5 anni per tornare laddove era iniziata la sua carriera in MotoGP nel lontano 2011. Il manager Yamaha ha spiegato anche i motivi che lo hanno portato a firmare l’inglese e non confermare Jorge Lorenzo: “Oggi abbiamo annunciato Cal, sarà con noi dall’anno prossimo. All’inizio il contratto sarà di un solo anno ma mi aspetto che possa continuare anche i prossimi anni. La scelta di Cal è stata fatta nell’ottica di migliorare il test team per l’anno prossimo”.

Questo è stato un anno difficile - aggiunge Jarvis sul programma testing - abbiamo preso Jorge che ha fatto due giorni di test a Sepang a gennaio, poi il Covid ha rovinato i nostri piani. Non abbiamo avuto la possibilità di fare belle cose con Jorge. A fine stagione abbiamo fatto questo piccolo test a Portimao che non è andato molto bene. Un peccato perché quest’anno sarebbe dovuto andare diversamente, anche noi abbiamo perso l’opportunità di provare delle cose. Il nostro test team è pieno di ingegneri giapponesi che non hanno potuto venire in Europa”.

Sul ruolo del tester, il manager Yamaha non nasconde di aver voluto andare avanti con Jorge e dice di aver contattato anche Dovizioso: “Per l’anno prossimo quindi abbiamo fatto questa scelta, ma volevamo provare ad andare avanti ancora con Jorge, poi abbiamo parlato anche con Dovi e l’abbiamo aspettato ma lui settimana scorsa ha fatto la sua scelta per il futuro. Abbiamo portato avanti le trattative con Cal firmando subito questo contratto.” 

A proposito di Cal, Lin dice che: “Siamo molto contenti di averlo scelto. Cal è un pilota che ama lavorare, dice le cose come stanno, a volte anche troppo. E per un test rider questo è importante”. 

Per chiudere l’argomento piloti e test rider, il manager Yamaha parla anche di Dovizioso: “Siamo stati onesti con lui, gli abbiamo offerto la posizione di test rider. Andrea è un pilota che ama la chiarezza ed ama guidare anche la moto da cross, le nostre moto da cross sono molto buone e questo non è stato un ostacolo. Abbiamo aspettato la sua scelta, perché abbiamo capito che è in un momento importante della sua vita perché dopo tanti anni in Ducati, gli ultimi due sono stati pesanti e questo non è andato bene. Andrea era stanco e voleva prendersi una pausa”. 

“Non dobbiamo fare una rivoluzione”


Chiuso l'argomento collaudatori, Lin Jarvis parla anche della situazione attuale della Yamaha, con uno sguardo anche in ottica 2021: “Non dobbiamo fare una rivoluzione culturale - spiega il manager Yamaha - abbiamo lavorato bene, abbiamo vinto 6 gare fino a qui ma abbiamo fatto anche degli errori. Non ho più voglia di parlare delle valvole, fin dalla prima gara siamo stati in difficoltà con i motori perché ne abbiamo persi 8 e ci sono piloti che hanno fatto tutta la stagione con 2 sole unità ed è stato difficile perché non ha aiutato la nostra situazione”.

Yamaha risponde alle critiche: “Nessun vantaggio, solo un errore”

Sui problemi di quest’anno il manager Yamaha aggiunge: “Ci sono circuiti e gare dove siamo molto veloci. Quando tutto va bene siamo velocissimi, ma quando manca grip siamo in difficoltà. Questo problema l’abbiamo avuto anche gli anni scorsi e non abbiamo sistemato la moto per ovviare a questo problema. Quest’anno abbiamo cambiato la moto, ci sono due moto diverse in pista: tre piloti con la Factory Spec e poi c’è Morbido con un altro tipo di motore. Sicuramente dobbiamo spendere più tempo con la moto nuova per capirla meglio ma dobbiamo trovare la soluzione ai nostri problemi”.

C’è un unico vincitore in questa stagione - conclude Jarvis - che è la Suzuki. Non solo noi abbiamo avuto problemi, altre case non se la passano certo meglio”.

“Il Motociclismo è uno sport meccanico ma soprattutto umano”


Nell’ultima parte dell’intervista, Jarvis parla della situazione di Quartararo dal punto di vista psicologico in vista delle ultime due gare: “All’inizio di questo che per lui è il secondo anno in MotoGP, Fabio si è sentito molto forte. Poi noi abbiamo cominciato ad avere problemi e per un pilota è già complicato avere a che fare con una moto Factory Spec, che ha molte regolazioni da fare. La moto dell’anno scorso al suo debutto in MotoGP non aveva così tante regolazioni come quella di quest’anno. E questo è frustrante per lui ma gli deve passare, fa parte della vita. Sono convinto che lui riesca a mettersi alle spalle questa cosa soprattutto per l’anno prossimo. Sicuramente noi dobbiamo migliorare ma anche lui.”